De Tomaso Pantera

La Pantera è un’autovettura prodotta dalla De Tomaso tra il 1970 ed il 1995.
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La Pantera nacque nei mesi a cavallo tra il 1969 ed il 1970, su spinta della Ford, che voleva contrastare il successo ottenuto dalla Corvette (di produzione General Motors) sul mercato statunitense. Disegnata da Tom Tjaarda della Ghia e assemblata negli stabilimenti della Vignale (di proprietà Ford), la Pantera, lanciata sul mercato nel 1970, era una coupé a motore centrale dall’impostazione estetica molto sportiva.

Abbandonato il telaio a traliccio centrale della Mangusta (che andava a sostituire nel listino), per la Pantera i tecnici della Casa di Modena scelsero la più economica (la Ford non voleva vendere la vettura ad un prezzo eccessivo) soluzione della carrozzeria monoscocca. A spingerla, invece, ci pensava il noto V8 Ford Cleveland di 5763cc che, alimentato da un grosso carburatore quadricorpo Holley, erogava 330cv. Tipiche, in rapporto all’impostazione generale della vettura, le altre soluzioni: trazione posteriore, sospensioni a triangoli sovrapposti (sia davanti che dietro), freni a disco autoventilati, cambio manuale a 5 rapporti sincronizzati ZF e differenziale autobloccante.

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La Pantera, esportata negli stati uniti direttamente dalla Ford (che la vendeva attraverso la rete Mercury) ebbe un buon successo. Nel 1972 la versione standard venne affiancata dalla Pantera L, con paraurti maggiorati neri e allestimento più curato, mentre l’anno successivo arrivò anche la Pantera GTS. Quest’ultima era caratterizzata da un’aggressiva livrea bicolore (con cofano e parte inferiore della carrozzeria verniciati di nero opaco), da parafanghi allargati, da cerchi maggiorati e, solo per la versione venduta in Europa, da un motore potenziato a 350cv.

L’improvviso disimpegno della Ford, ebbe una serie di effetti negativi sulla produzione della Pantera: la perdita degli stabilimenti Vignale e della consulenza della Ghia (entrambe di proprietà Ford), l’aumento improvviso del prezzo di listino (a causa della riduzione a poche decine degli esemplari assemblati), la perdita della rete di vendita negli Stati Uniti. Il prestigio acquisito dalla Pantera con le numerose vittorie nel gruppo 4 e nel gruppo 5 del Campionato Gran Turismo, tuttavia, “consigliò” a De Tomaso di proseguirne, nonostante le difficoltà, la produzione. Anzi proprio sull’onda di questi successi la gamma s’arricchì delle varianti GT5 (1980) e GT5-S (1985), caratterizzate (a imitazione delle versioni da gara) da vistose appendici aerodinamiche (spoiler anteriore, bandelle sottoporta, alettone posteriore), da parafanghi allargati e da abbondanti prese d’aria. Meccanicamente erano delle normali GTS. La prima serie della Pantera venne prodotta fino al 1991 in 7660 esemplari.

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All’inizio degli anni 90, dopo 20 anni di produzione, la sportiva modenese iniziava ad accusare il peso degli anni, ma non c’erano le risorse finanziarie necessarie per progettare un modello totalmente nuovo. La casa si rivolse allora a Marcello Gandini per realizzare un profondo restyling del modello in produzione.

Gli interventi furono rilevanti e coinvolsero tutta la carrozzeria (frontale, coda, appendici aerodinamiche), donando alla vettura un aspetto muscoloso e aggressivo (sottolineato da un vistoso alettone posteriore e dal convogliatore d’aria alla base del parabrezza). Per la prima volta la versione coupé venne affiancata dalla variante con carrozzeria targa.

A livello meccanico, invece, l’unica novità riguardava il motore. Al posto del Cleveland, venne adottato un nuovo V8 (sempre Ford) di 4942cc a iniezione da 305cv. La Pantera 90 (questo il nuovo nome del modello lanciato nel 1991 ed equipaggiato di serie con la marmitta catalitica) venne prodotta in soli 38 esemplari fino al 1995.

 

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La Pantera, per via del motore Ford, veniva considerata dai “puristi” una supercar a metà. In effetti il V8 Cleveland non poteva raggiungere il livello tecnlogico (e di potenza specifica) dei V12 Ferrari e Lamborghini o dei V8 Maserati, tuttavia aveva, proprio per la sua semplicità, robustezza e bassa potenza specifica, ampi margini di elaborazione. E questo fece la felicità di molti preparatori che impiegraono, con successo, la Pantera in gara. Sul mercato la coupé De Tomaso si scontrò con il gotha delle coupé a motore centrale: le Ferrari BB (nelle versioni 365 GT/4 del 1973 e 512 del 1976), la Lamborghini Countach e la Maserati Bora. Nel periodo di supporto ufficiale della Ford, la Pantera compensava il suo minor livello tecnico con un prezzo più contenuto (e, intatti, 6182 dei 7260 esemplari costruiti, vennero venduti in questo periodo), negli anni successivi, in cui il prezzo fece un considerevole balzo in avanti, la produzione calò a pochi esemplari l’anno. La principale concorrente americana era, ovviamente, la Chevrolet Corvette.

 

 

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De Tomaso Panteraultima modifica: 2008-09-20T13:47:00+02:00da morris_garage
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