Lamborghini Countach

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La Countach, o LP500 è una vettura sportiva ideata dalla Bertone e poi prodotta dalla Lamborghini. Il prototipo venne presentato nel 1971 e la produzione della vettura venne interrotta nel 1990. Questa vettura fece conoscere a tutto il mondo la carrozzeria con lo stile a cuneo.

Nel 2004 la rivista Sport Car International ha classificato la Countach al terzo posto tra le Top Sport Cars degli anni settanta e al decimo posto in quelle degli anni ottanta.

Il nome della vettura deriva, a differenza di molti altri modelli, non da una razza di tori da combattimento, ma da un’espressione in dialetto torinese che esprime stupore e meraviglia, traducibile in italiano con “accidenti!”, “perbacco”. Sembra sia stata pronunciata da Nuccio Bertone quando, nel 1971, vide il prototipo della vettura e soprattutto le sue porte ad apertura verticale.

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Il design a cuneo della vettura si deve a Marcello Gandini che allora era un giovane designer della Bertone e che si può considerare l’inventore di questo particolare stile. In seguito Gandini realizzerà anche la Fiat X1/9 e la Lancia Stratos. La vettura era molto larga e bassa (1,06 m) e si riconosceva subito per le sue linee diritte e ad angolo. La caratteristica fondamentale della vettura era data dalle porte che, incernierate sul davanti, si aprivano ruotando verso l’alto. Questa caratteristica però non era un puro esercizio di stile ma era legata alla difficoltà, data la larghezza della vettura, di dotarla di porte ad apertura laterale che nell’uso normale si sarebbero potute rivelare troppo ingombranti. La carrozzeria della vettura era realizzata con pannelli trapezoidali di alluminio, utilizzati anche nelle costruzioni aeronautiche, montati su un telaio tubolare in acciaio. Nonostante questa costruzione fosse molto costosa garantiva la realizzazione di un telaio che fosse nello stesso tempo leggero e rigido. Le parti inferiori della carrozzeria erano realizzate in fibra di vetro. Il gruppo fari anteriore era a scomparsa.

Il motore che doveva essere montato sulla vettura era il famoso Lamborghini V12 portato alla cilindrata di 5.000 cm3 e dotato di quattro valvole per cilindro.

Questo motore però divenne disponibile solo alcuni anni dopo che la produzione era iniziata per cui la vettura venne motorizzata con la versione da 4.000 cm3, già montato sulla Miura, dello stesso motore, montato dietro l’abitacolo e davanti all’assale posteriore.

Il propulsore era disposto longitudinalmente rispetto al corpo vettura, da cui anche la sigla LP(Longitudinale Posteriore) che contraddistingueva questa vettura.

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Nel 1971 venne presentato, al Salone dell’automobile di Ginevra, il primo prototipo della vettura. La sua sigla era LP500 dove il 500 indicava la cilindrata (5.000 cm3) del motore ed LP stava per la posizione dello stesso, longitudinale posteriore. Il motore montato sulla vettura era il V12 di 4.971 cm3 a doppio albero a camme in testa. La potenza fornita era di 440 CV DIN (328 kW) a 7.400 giri al minuto. Ad alimentare questo motore erano sei carburatori Weber 42 DCOE. L’impianto frenante era costituito da dischi autoventilanti. La velocità massima era dell’ordine dei 300 km/h. La carrozzeria era dipinta in un fiammante Giallo Girasole.

Durante i test vennero apportate al prototipo diverse modifiche. Per garantire un migliore raffreddamento furono ingrandite le prese d’aria poste nella parte posteriore. Fu aggiunto anche un grande air scoop dietro l’abitacolo e furono introdotte delle prese d’aria tipo NACA sui fianchi. Nella costruzione del prototipo erano stati utilizzati dei pannelli a nido d’ape in alluminio che però non verranno utilizzati nelle vetture di produzione.

Questa vettura, che rimase un esemplare unico, concluse la sua carriera facendo da cavia nel crash test di omologazione per la Countach.

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 LP 400

 LP400 (1973-1977)

Prima versione di produzione dotata del propulsore da 3.929 cm3 della Miura. Il motore comunque forniva 375 – 385 CV DIN (280 – 287 kW) a 8.000 giri al minuto. La velocità massima dichiarata era di 315 km/h risultando la versione della Countach più veloce in assoluto. Su questa vettura venivano montate delle gomme da 215 su cerchi da 14 pollici. Ne furono costruite 150 esemplari.

 

 LP400S (1978-1982)

Questa nuova versione, introdotta nel 1978, era facilmente distinguibile dalla precedente Countach LP400 per via della gommatura di larga sezione e a profilo ribassato. Queste modifiche erano state testate su alcune Countach LP400 specialmente sviluppate da Giampaolo Dallara, in collaborazione con la fabbrica stessa, per conto di Walter Wolf, proprietario della omonima scuderia di Formula 1.

Wolf non era totalmente soddisfatto della guida della propria LP400 e finanziò lo sviluppo di 3 Countach speciali; grazie alle esperienze maturate su questi 3 prototipi la Lamborghini introdusse un nuovo modello: la Countach S. Questa era dotata di passaruota allargati e dello spoiler anteriore, montava anteriormente gomme Pirelli P7 205 su cerchi da 15 pollici e posteriormente delle gomme Pirelli P7 da 345 su cerchi da 15 pollici.

Il motore rimase inizialmente quello della LP400 (carburatori Weber doppio corpo 45 mm, potenza dichiarata 375 CV), per essere poi depotenziato a 353 CV DIN (263 kW) a 7.500 giri al minuto sulle ultime LP400S prodotte (con carburatori Weber doppio corpo 40).

Esistono ben 3 serie diverse di LP400S: S1 (serie uno), S2 (serie due) ed S3 (serie 3). Le prime due serie sono più estreme, più basse e leggere, presentano però qualche problema di spazio per la testa dei passeggeri e lo spoiler anteriore rasoterra obbliga a prestare attenzione ad ogni ostacolo sulla strada.

  • S1: tetto basso, assetto basso, cerchi Campagnolo “Bravo” in magnesio (50 esemplari)
  • S2: tetto basso, assetto basso, cerchi Campagnolo lisci in magnesio
  • S3: tetto alto, assetto alto, cerchi OZ lisci in alluminio, maggior peso e carburatori da 40 mm (potenza dichiarata 353 CV).

Esemplari prodotti (complessivi di tutte tre le serie): 237.

 

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 LP500S (1982-1985)

 

La LP500S montava un motore, sempre 2 valvole per cilindro, di 4.754 cm3 che sviluppava 375 CV DIN a 7.000 giri al minuto. Il motore della 5000S era dotato di maggior coppia e, grazie anche ai rapporti allungati, contribuiva a rendere l’auto più trattabile e le riprese più pronte. Fu la prima Countach a montare l’accensione elettronica. La velocità massima dichiarata era di 290 km/h. Il peso era aumentato lievemente rispetto alle ultime LP400S: 1.480 kg. Dal punto di vista estetico la vettura rimase pressoché invariata. Modifiche furono apportate agli interni. Vennero realizzati 321 esemplari.

 

 

 

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 5000 Quattrovalvole (1985-1989)

Su questa vettura venne montato la nuova evoluzione del V12. La cilindrata saliva a 5.167 cm3 ma la vera novità era rappresentata dall’introduzione delle quattro valvole per cilindro. La potenza era di 455 CV DIN (339 kW) sempre a 7.000 giri. Su questo motore erano montati sei carburatori verticali Weber 44 DCNF. L’adozione di questo gruppo di carburatori, che erano montati sopra al motore, ridusse ancora la già scarsa visibilità posteriore. Il peso salì a 1.490 kg e la velocità massima a 295 km/h. Versione prodotta in 676 esemplari.

 

 

 

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  25° Anniversario (1989)

Versione speciale, con finiture della carrozzeria ed equipaggiamenti speciali creata per festeggiare i 25 anni della Lamborghini. Seicentocinquanta le vetture realizzate. L’air box e le prese d’aria erano stati ridisegnati e ingranditi e furono montate delle minigonne, la geometria delle sospensioni fu modificata. La migliore aerodinamica permetteva una velocità massima di 298 km/h. Questa fu l’ultima versione realizzata della Countach che rimase in produzione fino al 1990 quando venne sostituita dalla Diablo.

Lamborghini Countachultima modifica: 2008-09-20T01:19:00+02:00da morris_garage
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