Audi TT

audi_tt_3.jpgL’Audi TT è una vettura sportiva prodotta dalla casa automobilistica Tedesca Audi a partire dal 1998.
La presentazione del prototipo della prima TT, la cui sigla deriva dal motto Tradition und Technik (anche se spesso si confonde con la sigla del Tourist Trophy), e il cui logo viene ripreso pari pari da quello della mitica NSU Prinz TT, è datata settembre 1995 al Salone dell’automobile di Francoforte.

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La commercializzazione, però, non avvenne prima del 1998. Sin dalla sua apparizione come concept car, la TT ha segnato una pietra miliare nella storia del design automobilistico. La sua linea, con i fianchi bombati, la pressocché totale mancanza di linee tese e il largo uso di alluminio anodizzato, venne considerata innovativa e di grande distacco dagli stilemi dell’epoca.

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La linea dell’auto, infatti, si inspira notevolmente agli aerei da caccia. Complice il grande apprezzamento da parte del pubblico, la TT è ritenuta – assieme alla A4 – la principale artefice della consacrazione dell’Audi fra i grandi dell’industria automobilistica europea.

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La progettazione di un’Audi con linea sportiva e dalle prestazioni elevate, fu inizialmente osteggiata dai vertici Audi e, per questo motivo, i progettisti, con il solo appoggio del presidente AUDI Ferdinand Piech, nipote del famoso F. Porsche, elaborarono il progetto praticamente di nascosto, nel Centro Design di Simi Valley, situato in California.

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Il curatore del design esterno era Thomas Freeman, mentre Romulus Rost si interessava per quello degli interni. La presentazione del prototipo (il prototipo di quella che sarà poi l’Audi TT Mark 1) ci fu nel Settembre del 1995, al Salone dell’auto di Francoforte.

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Quasi futuristica allora, non fu neppure presa in considerazione per la vendite da parte degli azionisti Audi poiché il progetto fu ritenuto troppo innovativo (e quindi commercialmente rischiosissimo).

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Fu commercializzata solo sul finire del 1998, per via delle numerose e incessanti richieste dei futuri acquirenti che volevano assolutamente avere quell’auto. A questo proposito si rileva un fatto estremamente raro nella storia dell’automobile:

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la vettura commercializzata nel 1998, era esteticamente identica al prototipo presentato nel 1995 (questo avvenimento ha di certo aiutato a rendere unica la storia nonché il design dell’Audi TT Mark1, abbreviato Audi TT Mk1). Per questo, come del resto anticipato, la TT è ritenuta il motivo principale della consacrazione dell’Audi fra i colossi dell’industria dell’auto.

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All’inizio, l’unico motore per la TT Mark1 era l’avveniristico 1.8 a benzina con Turbocompressore. Con cinque valvole per cilindro, era capace di erogare senza alcun problema i 180CV di potenza.

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In seguito fu prodotta una variante dello stesso propulsore avente però 150cv poiché la 180CV risulta essere, anche per il ridottissimo peso dell’auto, una versione estremamente potente, certamente non gestibile da tutti (e questo ne limitava le vendite ai pochi utenti con esperienza di guida sportiva).

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In ogni caso questo propulsore di 1781cm3, costituisce tutt’oggi un vero capolavoro d’ingegno motoristico: un gioiello d’arte moderna. In seguito per modelli con trazione “quattro”, ossia integrale, fu commercializzata una versione dello stesso motore con potenza pari a 225 CV.

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A inizio 2003 l’auto fu venduta anche con motore 3.2 L benzina aspirato (e non più turbo), capace di 250 CV, che però non ebbe decisamente lo stesso successo di vendite del 1.8 L Turbo.

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Nel settore delle auto sportive, commercialmente parlando, ebbe un successo senza precedenti. La motorizzazione 1.8 Turbo a benzina con trazione su due ruote è entrata nella storia di questa vettura.

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La versione più ambita fu la rara SportLine, metre i colori più richiesti furono il grigio chiaro metallizzato ed il nero. Fu prodotta e commercializzata fino al 31 Agosto 2006.

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L’Audi TT venne commercializzata a partire dal settembre 1998 in versione coupé e, dall’estate del 1999, in configurazione Roadster. Basata sulla piattaforma A – la medesima dell’A3, della Volkswagen Golf IV e altre – era disponibile con trazione anteriore o integrale quattro, benché nella versione con frizione Haldex.

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Tutte le versioni hanno il motore disposto longitudinalmente. Inizialmente, l’unico propulsore disponibile per la TT era il 1.8 L con turbocompressore e cinque valvole per cilindro, che erogava 180 CV.

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Poco dopo vennero proposte due varianti dello stesso propulsore, una più “addomesticata” da 150cv, ed una seconda, disponibile solo per modelli con trazione quattro, la cui potenza, a seguito della sola rimappatura dell’e-prom, diveniva pari a 225 CV.

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Infine, agli inizi del 2003 l’automobile fu declinata anche col 3.2 L aspirato, capace di 250 CV, già usato sulla VW Golf R32 e altri modelli del gruppo VAG. Questo motore però non suscitò lo stesso interesse che il pubblico dimostrava verso il 1.8 L Turbo da 180 CV.

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Il 1.8 L Turbo da 180 CV infatti, conferiva alla TT prestazioni di notevole rilievo (velocità massima circa 230km/h e accelerazioni fulminee) nonostante i consumi restassero, in ogni circostanza, davvero bassi.

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Per quanto riguarda i cambi, in principio erano disponibili un cinque marce manuale e un automatico Tiptronic a sei rapporti; nell’ottobre 2004 ad essi si aggiunse il gruppo di nuova generazione DSG a doppia frizione, offerto assieme a una taratura delle sospensioni più rigida.

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Dal 1999, sono state inoltre prodotte alcune versioni speciali dall’Audi TT riconoscibili perché presentavano un logo distintivo di forma “trapezoidale”, di colore rosso e argento, sulla base del volante. Le versioni speciali rappresentavano vetture al top di gamma e, di regola, montavano accessori non previsti per le vetture di tipo standard.

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Degna di nota la versione speciale “Sport-Line”, venduta da gennaio 2000, che riscosse un notevole successo grazie alla presenza dell’assetto ribassato (S-Line) e l’esclusivissima barra “Sport Duomi” di colore “nero Audi” facilmente individuabile sotto il cofano motore.

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Seconda serie

Il primo annuncio di Audi riguardo la nuova versione della TT (Audi TT Mark2, o Audi TT Mk2) risale all’agosto 2004, mentre la concept che rivelerà gran parte delle linee del futuro modello, la Shooting Brake, non verrà esposto prima dell’ottobre 2005, al Tokyo Motor Show.

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Presentata ufficialmente il 6 aprile 2006, la nuova TT ha un particolare telaio, con l’anteriore in alluminio e il posteriore in acciaio, in modo da avere un miglior bilanciamento dei pesi.

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Questo ha consentito di “rispettare” maggiormente il pedone in caso di urto e mantenere il peso della vettura pressoché invariato rispetto a quello della precedente versione, nonostante la seconda versione monti un pesantissimo meccanismo che permette di far salire meccanicamente l’alettone posteriore a velocità superiori ai 120Km/h e di farlo abbassare non appena la vettura scende sotto i 90Km/h.

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Un’altra novità di questo nuovo modello sono le sospensioni adattive, denominate Audi Magnetic Ride. Ancora una volta su base Golf, sebbene questa volta sia la quinta serie a fornire i componenti comuni, la TT Mk2 è venduta in due motorizzazioni:

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2.0 TFSI a iniezione diretta e turbocompresso da 200 CV, lo stesso propulsore della Golf GTI, abbinato soltanto alla trazione anteriore e il 3.2 FSI a iniezione diretta aspirato da 250 CV, usato anche per la precedente generazione, disponibile solo con la trazione integrale. Le prestazioni restano molto simili al modello precedente.

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In effetti, la seconda versione, sembrerebbe più un restyling estetico che un’auto dai contenuti innovativi rispetto alla precedente versione che continua ad esercitare un forte fascino. I cambi disponibili sono un manuale a sei rapporti e, in opzione, uno automatico-sequenziale a doppia frizione denominato S-Tronic.

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È disponibile in due versioni: la versione coupé, una 2+2 i cui sedili posteriori sono riservati a passeggeri alti meno di 165 cm , e la versione roadster, 2 posti secchi, che è stata presentata nel mese di dicembre del 2006.

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Si basa sulla stessa meccanica del coupé, è dotata di un tetto in tela come da tradizione, mentre il peso leggermente più alto a causa dei rinforzi sul telaio dovuti alla minor rigidità torsionale dovuta alla mancanza del tetto in metallo.

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La versione coupé si apprezza più della versione roadster per la silenziosità ed il comfort di marcia. La roadster sconta inoltre un bagagliaio di dimensioni più ridotte rispetto alla versione coupé e l’impossibilità di poter ospitare altri due passeggeri.

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A Settembre 2008, è stata prodotta una versione speciale di quest’auto denominata TTS. Tale vesione, prodotta solo in variante coupè, è dotata di un motore 2.0 TFSI da 272 cv capace di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 5,2 secondi e velocità massima di 250 Km/h (limitata elettronicamente).

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Questo propulsore è il prodotto dell’elaborazione del propulsore 2.o TFSI “standard”, che rappresenta un ottimo connubio delle due tecnologie Audi introdotte con la TT Mark1 (iniezione diretta di benzina e della sovralimentazione turbo).

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Questo motore da due litri (del tutto identico al 1.8 della Mark1) a quattro cilindri, vince da quattro anni consecutivi, cioè dal 2005, il titolo di “Motore dell’Anno”. Non si tratta solo della potenza elevata che viene erogata a rendere speciale il TFSI, ma contribuisce anche la coppia ed il rendimento (consumi relativamente ridotti).

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Il cambio adottato è a doppia frizione S-tronic, che permette cambi di marcia molto veloci. Le modifiche estetiche, rispetto alle altre versioni, consistono nella single frame cromata, caratteristica delle Audi “S”, e nell’adozione di quattro scarichi posteriori (due affiancati per lato); restano invece invariati i futuristici e raffinatissimi fari anteriori con led di posizione, tipico segno distintivo delle sportive Audi di nuova generazione (R8 compresa).

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Inoltre, sempre dal secondo semestre del 2008, viene prodotta una versione con un potente turbodiesel 2.0 TDI da 170 Cv sia per le versioni Coupé che Roadster. Con tale motore l’auto vanta velocità di punta di 230 Km/h, consumo medio di 5,5 litri/100 Km ed accelerazione 0-100 in 7 secondi.

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Audi TTultima modifica: 2009-01-22T17:35:00+01:00da morris_garage
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