Volkswagen Golf – Seconda serie 1984-1991

La Volkswagen Golf II, venne immessa sul mercato a partire dall’agosto del 1983.

1.jpgLa prima versione della Golf II nasceva, come la precedente, con motore anteriore trasversale 4 cilindri in linea, trazione anteriore, cambio anteriore trasversale a 4 marce, poi disponibile anche nella versione Formel E, destinata al solo mercato tedesco. Le versioni Formel E erano equipaggiate di cambi a 4 o 5 marce (denominati “3+E” o “4+E”) aventi il rapporto più alto particolarmente demoltiplicato per risparmiare carburante, indicatore di consumo (funzionante con la quarta) e di cambio marcia (spia luminosa che indica quando cambiare marcia): tali versioni richiedevano però benzina con almeno 98 ottani.

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La grande novità, almeno per la compatta di casa Volkswagen, è che con la II serie, era disponibile il modello Syncro, ossia la versione a quattro ruote motrici (visto che proprio in quegli anni si diffuse con prepotenza questo tipo di trazione). La vettura era disponibile con 3 o 5 porte. La prima versione della Golf II era riconoscibile dai paraurti “sottili”, dai deflettori fissi delle portiere anteriori, dagli specchietti anteriori uguali a quelli del Golf e dalla scritta Volkswagen sulla parte sinistra della coda. Nel 1984 fece il suo ritorno, con la seconda serie, la Golf GTI (con motore 1800 8 valvole) disponibile anche nella versione catalizzata (con meno cavalli). Nel 1985 la GTI subì un lieve restyling: venne dotata della mascherina con doppio faro e con il terminale a doppia canna. Nel 1986 venne introdotto il motore 16 valvole twin cam, con sistema d’iniezione Bosch K-Jetronic con iniettore meccanico (disponibile anche nella versione catalizzata).

 

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Le motorizzazioni disponibili (per il mercato italiano) erano le seguenti:

Motori a carburatore:

1050 (Golf C e Golf CL)
1043cc, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 37 kW (50 Cv) a 5900 giri/min, coppia massima 74 N·m a 3600 giri/min, alesaggio x corsa 75×59 mm
1300 (GOLF GL e CL)
1272cc, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 44 kW (60 Cv) (poi 40/55) a 5200 giri/min, coppia massima 96 N·m a 3400 giri/min, alesaggio x corsa 75×72 mm, velocità massima 151 Km/h
1600 (GOLF GL)
1595cc, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 55 kW (75 Cv) a 5000 giri/min, coppia massima 125 N·m a 2200 giri/min, alesaggio x corsa 81×77,4 mm, velocità massima 167 Km/h
1800 (GOLF GLX “Carat” e Golf Syncro)
1781cc, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 66 kW (90 Cv) a 5200 giri/min, coppia massima 145 N·m a 3300 giri/min, alesaggio x corsa 81×86,4 mm, velocità massima 178 Km/h

 

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Motori a iniezione meccanica:

1800 (Golf GTI versione catalizzata)
1781cc, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 79 kW (107 Cv) a 5250 giri/min, coppia massima 157 Nm a 3250 giri/min, alesaggio x corsa 81×86,4 mm
1800 (Golf GTI 8V versione non catalizzata)
1781cc, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 82 kW (112 Cv) a 5500 giri/min, coppia massima 158 Nm a 3100 giri/min, alesaggio x corsa 81×86,4 mm, velocità massima 191 Km/h
A iniezione erano disponibili anche le motorizzazioni 1600 (dati inalterati con coppia massima 137 N·m a 3000 giri/min) e 1300 (dati inalterati con coppia massima di 99 N·m a 3200 giri/min)

Motori Diesel:

1600 (Golf D)
1588cc, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 40 kW (55 Cv) a 4800 giri/min, coppia massima 100 N·m a 2300 giri/min, alesaggio x corsa 86,4×76,5 mm
1600 (Golf GTD)
1588cc con turbocompressore a gas di scarico, 4 cilindri in linea, 8 valvole, 51 kW (70 Cv) a 4500 giri/min, coppia massima 133 N·m a 2600 giri/min
A partire dal novembre del 1987, la Golf GTI 8v venne equipaggiata con l’iniezione completamente elettronica Bosch Digifant (al posto della K-Jetronic che invece continuò ad essere utilizzata sulla versione 16v).

 

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Golf II versione 1988 – 1989

Nell’estate del 1988 vennero effettuate alcune modifiche soprattutto di carattere estetico: vennero tolti i deflettori fissi sulle portiere anteriori, vennero cambiati gli specchietti anteriori e sistemati sull’angolo anteriore della portiera, venne eliminata la scritta Volkswagen sostituita dal simbolo cromato della casa tedesca sistemato al centro della coda.

Per quanto riguarda le motorizzazioni, la versione 1050 venne tolta dal mercato italiano, inoltre vennero introdotti nuovi motori catalizzati.

Motori a carburatore catalizzati (norma MEC e USA):

1300 (Golf GL)
Dati invariati rispetto alla prima versione
1600 (Golf GL)
(dati costruttivi invariati) 53 kW (72 Cv) a 5200 giri/min, coppia massima 120 N·m a 2700 giri/min
1600 (Golf GL)(Norma USA)
(dati costruttivi invariati) 51 kW (70 Cv) a 5200 giri/min, coppia massima 118 N·m a 2700 giri/min
1800 (Golf GLX “Carat”)
(dati costruttivi invariati) 62 kW (84 Cv) a 3000 giri/min, coppia massima 142 N·m a 3000 giri/min

 
Motori a iniezione catalizzati (norma USA):

1300 (Golf GL)
Dati invariati dalla versione a carburatore catalizzata
1600 (Golf GL)
(dati costruttivi invariati) 51 kW (70 Cv) a 5200 giri/min, coppia massima 118 N·m a 2700 giri/min
1800 (Golf Syncro)
Dati invariati dalla versione non catalizzata
1800 (Golf GTI 8V)
Dati invariati dalla prima versione catalizzata
1800 (Golf GTI 16V)
(dati costruttivi invariati con 16 valvole e doppio asse a camme in testa) 95 Kw (129 Cv) a 5800 giri/min, coppia massima 168 N·m a 4250 giri/min

 

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Fra il 1988 e il 1989, prima di un lieve restyling, vennero presentati degli allestimenti speciali: Function e Madison (solo benzina), Manhattan, Memphis, Champ (tutte 1600 con 54kW, disponibili anche in versione diesel) e la GTI Special con cerchi BBS a nido d’ape e strumentazione digitale.

Al classico modello sportivo GTI ne vennero accostati altri due molto più spinti (distinguibili dalla scritta rossa G60 sulla mascherina anteriore e sulla parte destra della coda): la Golf G60 e la Golf G60 Rally (1990) che per il mercato italiano costava la bellezza di 40.257.000. Entrambe erano spinte dal classico 4 cilindri 1800 sovralimentato con compressore volumetrico G60 (questo nome deriva dal fatto che il compressore aveva la forma di una G stilizzata e la massima larghezza della camera interna era di 60mm) che permetteva alla due volumi tedesca di raggiungere una potenza massima di ben 118kW (160Cv). La versione Rally G60 aveva inoltre la trazione integrale Syncro. Essa era distinguibile dalla Golf G60, e in generale da tutti gli altri modelli, dalla mascherina frontale con proiettori rettangolari (al posto dei classici proiettori circolari) e dalle fiancate anteriori e posteriori sporgenti, simili a quelle della Lancia Delta Integrale 16 valvole, uscita proprio nel 1989.

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Per quanto riguarda il 1989, la Volkswagen Motorsport, creò un’edizione limitata del Modello G60 (solo 70 esemplari): la G60 Limited Edition . La carrozzeria era quella della 5 porte Syncro (4 ruote motrici con pneumatici 205 50 R15 su cerchi BBS 6J x 15) con l’estetica delle Golf pre 1990, con paraurti “fini”; la caratteristica che la distingueva da un G60 “normale” era la mascherina con due fari con bordo celeste e la targhetta “Volkswagen Motorsport” nella parte superiore sinistra della calandra. Gli interni erano in pelle nera (sia i sedili che i pannelli delle porte). Il motore era il classico 1800 16v con compressore G60 che erogava la bellezza di 210Cv a 6500 giri/min con una coppia massima di 247 N·m; la trazione come già detto era integrale (Syncro). La limited edition accelerava da 0 a 100 km/h in 7.2 secondi e la velocità massima era di 227 km/h.

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Golf II versione 1990

Nell’agosto del 1989 venne introdotta l’ultima versione rinnovata della Golf II. Venne eliminata la Golf D sostituita dalla Golf GL Diesel. Gli allestimenti disponibili, vedevano nella Golf CL la versione base mentre al top della gamma la Golf Rally G60.

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Uno dei modelli più importanti per il 1990 fu sicuramente la Golf GTD, che adottò per la prima volta l’intercooler disponendo in questo modo di una potenza di 80Cv a 4500 giri/min, maggiore rispetto alla versione precedente. I miglioramenti estetici furono minimi e riguardarono i paraurti anteriore e posteriore, molto più massicci (con l’aggiunta dei fari fendinebbia “incastonati” nella carenatura e una modifica alle frecce anteriori che avevano una sola vite e un incastro al posto delle due viti del modello precedente) con una carenatura in plastica nella parte inferiore, in tinta con la carrozzeria ed i doppi fari anteriori su tutti i modelli. Per la versione GTI erano disponibili, a richiesta, senza sovrapprezzo, il servosterzo e la strumentazione analogica (vista la non completa soddisfazione dei clienti nei confronti di quella digitale).
Ciò dava alla Golf un tocco più moderno, più anni novanta, che le avrebbe consentito di resistere sul mercato per un altro paio d’anni, in attesa della nuova serie. In questo modo era in grado di competere con le dirette rivali (ben più recenti): la Fiat Tipo, l’Alfa Romeo 33, rinnovata nell’autunno dello stesso anno, la Renault 19, la Rover Serie 200 (anch’essa fresca di rinnovamento) e la Ford Escort, che nel 1990 uscirà con un’edizione totalmente nuova.

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Golf II Country (1990-91)

La grande novità fu però il lancio, nel gennaio 1990, di un modello del tutto inedito: la Golf Country.

Equipaggiata con il motore 1800 a iniezione da 66 Kw/90 CV e dotata di trazione integrale Syncro, assetto rialzato, piastra paracolpi sotto al motore, mascherina paracolpi anteriore con fari di profondità e fendinebbia, ruota di scorta esterna sistemata sul portellone posteriore, facevano della Golf Country un vero e proprio fuoristrada.

Essa fu prodotta per un arco di tempo molto breve, fino al dicembre 1991.

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Volkswagen Golf – Seconda serie 1984-1991ultima modifica: 2009-03-18T09:50:00+01:00da morris_garage
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3 pensieri su “Volkswagen Golf – Seconda serie 1984-1991

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