BMW Z1

bmw z1 002.jpgLe istruzioni impartite dai vertici del gruppo ai progettisti della BMW Technik GmbH erano state: creatività, innovazione ed efficacia. Ne risultò il progetto Z1, realizzazione pratica di una serie di innovazioni tecnologiche, presentato al pubblico in occasione del Salone di Francoforte del 1987. L’entusiasmo suscitato da questa roadster fu un fattore decisivo nel convincere la BMW a dare l’avvio alla produzione in serie.

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Per la creazione della Z1, il settore sviluppo della BMW, forte di un centinaio di esperti diretti da Ulrich Bez, ex progettista della Porsche, aveva avuto a disposizione solo due anni, e ciononostante riuscì a elaborare un gran numero di soluzioni innovative. La caratteristica più notevole di questa roadster BMW sono le portiere a scomparsa. Un sistema elettromeccanico, azionato da un pulsante, dapprima fa sparire i vetri all’interno delle portiere, quindi queste ultime all’interno dei fianchi rialzati.

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Oltre alla sensazione di trovarsi veramente a bordo di una roadster, questo sistema offre una buona protezione contro gli urti laterali. Per la creazione della Z1, infatti, gli ingegneri hanno posto un’attenzione particolare alle esigenze di sicurezza passiva.

L’elevata rigidità del telaio zincato, il motore collocato alle spalle dell’assale anteriore e l’albero di trasmissione verso il retrotreno inserito in un tubo di rinforzo sono tutti elementi che, tra loro integrati, contribuiscono all’ottima resistenza alla collisione di questa robusta decappottabile.

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Inoltre, allo scopo di offrire una sicurezza ancora maggiore, la plancia è rinforzata internamente da una robusta traversa d’acciaio, così come la cornice del parabrezza. Quest’ultimo è fissato direttamente ai montanti anteriori garantendo un buon livello di rigidezza e protezione elevata in caso di ribaltamento.

D’altra parte, la carrozzeria non svolge funzione portante: infatti i pannelli sono fissati al telaio, ma possono essere smontati in meno di venti minuti! E il proprietario di una Z1 non sarà costretto a precipitarsi in carrozzeria a ogni minimo urto: la carrozzeria, realizzata in resine termoplastiche, resiste perfettamente agli urti, e assorbe le ammaccature con straordinaria elasticità.

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Questa roadster è azionata dallo stesso propulsore impiegato con successo sul modello di punta della serie 3 dell’epoca, cioè la 325i: un sei cilindri in linea che sviluppa una potenza di 170 CV e consente ai 1250 kg della Z1 di raggiungere i 100 km/h in soli 7 secondi. La velocità massima si attesta intorno ai 230 km/h.

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La potenza è trasmessa a un assale posteriore a bracci multipli di nuova concezione. Una lunghezza complessiva di 3,92 m, unita a un interasse di tipo tradizionale lungo 2,45 m, un più basso centro di gravità, una razionale distribuzione dei carichi grazie al motore collocato in posizione arretrata e una progettazione accurata delle sospensioni consentono alla Z1 di superare anche le curve più difficili come se procedesse su rotaie.

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Un’aerodinamica calcolata magistralmente (soprattutto in molti piccoli dettagli della carrozzeria e del fondo vettura) lascia scivolare l’aria pressoché senza ostacoli tanto al di sopra quanto, con effetto di decompressione, al di sotto di quest’auto sportiva ricca di fascino.

Nell’abitacolo, strumenti circolari, volante a tre bracci e sedili avvolgenti accolti in un guscio di rinforzo testimoniano lo stile sportivo della Z1.

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Dati tecnici

Dimensioni e peso:

Lunghezza: 3,92 m
Larghezza: 1,69 m
Altezza: 1,28 m
Peso: 1250 kg

Motore:

Sei cilindri in linea
alesaggio x corsa: 84 x 75 mm
cilindrata: 2494 cc.
coppia max: 222 Nm a 4300 giri/min
potenza: 170 CV (125 kW) a 5800 giri/min

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Prestazioni:

Velocità max: 230 km/h
accelerazione: da 0 a 100 km/h in 7 secondi
chilometro con partenza da fermo: 28,8 secondi

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BMW Z1ultima modifica: 2009-07-30T10:21:00+02:00da morris_garage
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