Dakar, la corsa maledetta è iniziata

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Sedici tappe, delle quali 14 “vere”, con un lungo tratto da brividi nel deserto cileno
dell’Atacama, il più arido del pianeta: sono le caratteristiche chiave della seconda edizione in Argentina e in Cile del Rally Dakar partita oggi dal centro di Buenos Aires, dove la gara più dura del mondo si concluderà fra due settimane.

 

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A differenza dell’anno scorso, quest’edizione ha escluso le strade della Patagonia. In Argentina, la Dakar si muoverà prima da est a ovest, poi viceversa, lungo strade che non saranno così impegnative come quelle cilene.

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Le difficoltà aumenteranno a misura che la gara avanza. La prima tappa, da Buenos Aires a Cordoba, è divisa in due giornate: quella odierna simbolica fino a Colon e quella di domani, cronometrata, che attraverserà la vallata di Calamuchita, terreno abbastanza noto per i piloti di rally che corrono in Argentina.

Le altre tappe argentine sono Cordoba-La Rioja, lungo strade rocciose, e La Rioja-Fiambalà, dove il terreno cambia radicalmente, visto che dalla terra si passa alla sabbia, con zone di dune e forti venti.

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Il 5 gennaio si va da Fiambalà a Copiapò: i piloti attraverseranno la Cordigliera delle Ande dal valico di San Francisco, a un’altitudine di 4.700 metri. Per tutti a quel punto si saranno aperte le porte del temibile Atacama. La tappa Copiapò-Antofagasta attraversa territori con miniere di oro e rame, e un tratto desertico chiamato fesh-fesh – polvere sottile che sembra un terreno solido, ma si comporta come fango molle – che richiede grande concentrazione.

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Da Antofagasta al porto di Iquique, dove si trovano alcune delle spiagge più belle del Pacifico, attraverso strade molto veloci, con numerose dune, e da quest’ultima cittadina di nuovo ad Antofagasta, in quella che sarà la tappa più lunga (641 km) della gara. Dopo una giornata (il 9) di riposo, ancora fino a Copiapò, penultima tappa nell’Atacama. Da Copiapò a La Serena, che segnerà l’addio al deserto cileno, quindi alla capitale Santiago, lungo una strada con colline e curve pronunciate.

 

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I piloti rientreranno quindi in Argentina dal valico del Cristo Redentor e per due tappe avranno come compagnia l’ombra dell’Aconcagua, la montagna più alta del continente americano (6.959 metri). La dirittura d’arrivo scorrerà lungo le strade della provincia di San Juan e tra i vigneti di Mendoza, da dove il Rally si porterà a Santa Rosa della Pampa. Infine, il 17 gennaio, l’arrivo a Buenos Aires.

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Alla gara parteciperanno quattro Aprilia Rxv 450 ufficiali. La casa veneta, che ha recentemente abbandonato il palcoscenico del Motomondiale nella classe 250, rinunciando alla nuova categoria Moto2, sta sperimentando nuove frontiere della competizione motoristica e si cimenterà in questa edizione della Dakar come unico costruttore italiano.

Fonte: ilsole24ore.com

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Dakar, la corsa maledetta è iniziataultima modifica: 2010-01-01T17:26:08+01:00da morris_garage
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