“Montecarlo”, rally senza fine

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Qualcuno, fra gli appassionati d’automobilismo, sostiene che un mese di gennaio senza il rally di Montecarlo sarebbe impensabile. Ed ecco che la gara più prestigiosa della storia, prese il via per la prima volta nel 1911 ed è giunta alla 78ª edizione, si ripropone da oggi a sabato mattina. Non fa più parte, dall’anno scorso, del campionato WRC, il Mondiale che da sei stagioni porta la firma del fenomenale Sebastian Loeb. Un bisticcio con la Fia (di Max Mosley) e altri problemi hanno obbligato il Principato a cercare un’alternativa. La scelta è stata azzeccata.
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Dall’anno scorso nell’entroterra monegasco si disputa la prima prova dell’Intercontinental Rally Challenge. Non gareggiano le vetture «mostro» della serie iridata, ma il numero dei concorrenti è più elevato. Risultato: maggiore competitività e spettacolo assicurato. Accompagnato dalla tv visto che Eurosport offre ai tifosi una diretta per ciascuna delle quattordici prove speciali in programma.

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In un periodo di crisi, che coinvolge anche i rally, l’AC Monaco ha così collegato il passato con il futuro, cercando un rilancio. Per la notte del Turini (da disputare due volte, dalle 19,15 e dalle 23,20), quasi venti chilometri di strade infernali, strettissime e tortuose, sono attesi sul colle almeno quarantamila spettatori. Tutti disposti, con l’aiuto di vin-brulé, birre e brandy, a sopportare il freddo a quota 1600 metri per vedere frenate, accelerazioni e soprattutto le sbandate dei piloti, veri equilibristi del volante, sul ghiaccio e sulla neve.
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Sono sessantaquattro gli equipaggi iscritti che ieri sera hanno preso il via da Valence, nell’Ardeche, a una paio di centinaio di chilometri da Montecarlo. Squadre semi-ufficiali e private. Si contendono il successo Peugeot, Ford, Skoda, Abarth, Subaru e Mitsubishi, per l’assoluto. Ma in gara ci sono anche le vetture del Trofeo Renault Clio R3. Fra questi spicca la presenza del pilota di Formula 1 Robert Kubica. Il polacco, come Raikkonen (che debutterà a fine mese nell’Artic Rally con la Citroen) e come Valentino Rossi, ha un’autentica passione per queste corse su strada, dove il coraggio e l’improvvisazione contano più che in pista.

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Kubica (numero 37) non sarà l’unico personaggio in arrivo dalle monoposto. C’è anche il francese Stéphane Sarrazin, alla guida di una Peugeot 207 S2000. L’ex pilota della Minardi, collaudatore della Prost e della Toyota, lo scorso anno si è piazzato secondo alla «24 Ore» di Le Mans. Ora sogna di fare un’accoppiata storica, aggiudicandosi nella stessa stagione il «Montecarlo» e la più famosa gara di durata.
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Non mancano comunque nomi di grande prestigio fuoriusciti dal WRC: il finlandese Mikko Hirvonen, il suo connazionale Hanninen, l’inglese Kris Meeke che ha vinto il campionato IRC nel 2009. Anche i francesi con Ogier (dominatore lo scorso anno) e Vouilloz hanno grandi ambizioni. E c’è posto per chi vanta esperienza pluriennale, come l’austriaco Franz Wittmann. L’Abarth, in gara con tre Punto affidate a team privati, può puntare sul talento del finlandese Gardemeister che ieri ha vinto il prologo con la Grande Punto Abarth, oltre che sui francesi Marty e Poutot.

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Su queste strade si è fatta la storia dei rally: anni mitici in cui i concorrenti partivano dalle più importanti capitali europee, affrontando un massacrante percorso d’avvicinamento di migliaia di chilometri. Nei primi Anni ‘60 lo svedese Erik Carlsson vinceva con la mitica Saab, subito dopo arrivò la sorprendente Mini Cooper di Hopkirk. E dopo un periodo di dominio della Porsche e dell’Alpine, ecco spuntare l’incredibile Lancia Fulvia HF di Sandro Munari. Fu quello l’inizio di un interminabile show delle macchine italiane: dalla impressionante Stratos, alla Fiat 131 Abarth, dalla Lancia Rally 036 a tutta la serie della Delta integrale.

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Sarà una sfida a tutto campo, come una volta. Le vetture sono fornite da tre marche diverse di pneumatici. Ci sono prove speciali di quasi 50 chilometri, metà sull’asfalto ghiacciato, metà sulla neve. «Ogni pilota – ha detto Toni Gardemeister – vorrebbe trionfare al Montecarlo. È così impegnativo e difficile che può valere tutta una carriera. Questa è una di quelle gare in cui devi credere ciecamente al tuo copilota che ti legge le note sul percorso. E l’auto viene sempre sollecitata al massimo. Il sogno di tutti è salire sul gradino più alto del podio sabato mattina nel Principato». E anche quello di ricevere sul Turini e sugli altri colli gli applausi dei tifosi: valgono una laurea in guida spericolata.

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“Montecarlo”, rally senza fineultima modifica: 2010-01-22T09:30:00+01:00da morris_garage
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