Opel Meriva serie 2

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Al Salone di Ginevra del 2008, era stata svelata una concept-car che non solo anticipava le linee della nuova generazione della Meriva, ma di fatto ne avrebbe costituito il modello quasi definitivo. Proprio per questa sua quasi ufficialità, la concept tedesca destò sorpresa per le sue innovazioni e per il suo design. Tra le “chicche” salienti di questo prototipo la più visibile era quella inerente all’apertura “ad armadio” delle portiere, cioè con le posteriori incernierate posteriormente e quelle anteriori anteriormente. Questo sistema di apertura venne sperimentato dalla Casa tedesca già nel 2005, precisamente su una Meriva A approntata come base sperimentale per studiare la possibilità di montare questo tipo di portiere.

 

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Nel 2009, venne reso noto l’aspetto definitivo della monovolume compatta della Opel, che quindi non si discostava parecchio dall’aspetto della concept originaria.
La presentazione ufficiale è avvenuta al Salone di Francoforte del 2009: la produzione di pre-serie è stata avviata nei primi giorni del gennaio 2010, mentre una nuova presentazione si è avuta al Salone di Ginevra. Durante questo periodo di presentazioni, la Meriva ha mostrato tutte le sue peculiarità, oltre alla inusuale apertura delle porte, tutti aspetti e caratteristiche volti ad offire alla clientela il massimo della modulabilità dello spazio interno.

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La Meriva B ha costituito un salto evolutivo enorme rispetto alla precedente Meriva, sotto tutti i punti di vista. Esteriormente, il corpo vettura è notevolmente aumentato negli ingombri e sfoggia un look molto più moderno, nello stile delle recenti Astra J ed Insignia Questo aspetto si ritrova in particolare nel particolare taglio dei gruppi ottici, sia anteriori che posteriori. Della concept originaria vengono mantenute anche le portiere “ad armadio” (beninteso, “ad armadio”: molte fonti le descrivono come portiere “a libro”, sbagliando, poiché quest’ultima configurazione ha le incernierature invertite rispetto a quelle della Meriva B). La seconda serie della Meriva, insomma, si distacca in parte dalla posizione commerciale occupata dalla serie precedente, per andare a proporsi anche come alternativa a modelli di classe più alta.

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Per questi motivi, tra le sue concorrenti è più sensato citare modelli come la Mercedes-Benz Classe B e la Scénic X-Mod, piuttosto che altri come la Daihatsu Materia e la Fiat Idea, oramai dimensionalmente più lontani dalla nuova Meriva e più vicini invece alla vecchia. L’incremento negli ingombri, infatti, è stato di oltre 24 cm in lunghezza e di quasi 12 in larghezza, mentre l’altezza è invece leggermente diminuita (circa 1 cm in meno). Leggero incremento anche per l’interasse, più lungo di circa un centimetro e mezzo.
Tutti questi aumenti negli ingombri vanno a riflettersi in maniera evidente nell’abitacolo, progettato in funzione del confort di marcia, della funzionalità e della capacità di carico. A tale scopo, la Casa di Rüsselsheim ha depositato una lunga serie di brevetti (si parla di circa una dozzina) inerenti particolari dispositivi volti ad offrire il massimo della modularità dello spazio interno, nonché della sua abitabilità. Sono nati così i seguenti cinque sistemi:

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– FlexDoors: è il sistema di apertura “ad armadio” delle portiere. Per la verità l’innovazione non sta tanto nella particolare incernieratura delle portiere e nella loro conseguente modalità di apertura. In fondo, questo sistema si vedeva già molti decenni fa in alcune vetture nostrane e non (va citata per esempio la Lancia Aurelia degli anni cinquanta e prima ancora, nei tardi anni trenta, un’altra Opel, la Admiral), ed oggigiorno è presente nella produzione Rolls-Royce. La particolarità di questo aspetto della Meriva B sta nell’ampio angolo di apertura delle portiere, che arriva fino ad 87º, consentendo un accesso molto comodo ai passeggeri, che possono contare su un ottimo livello di sicurezza, garantito da un dispositivo che blocca automaticamente le portiere ad una velocità superiore ai 4 km/h.

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– FlexSpace: si tratta di un’evoluzione del sistema già utilizzato per la Meriva A: si ritrova perciò il divanetto posteriore composto da tre sedili che possono scorrere avanti e indietro indipendentemente l’uno dall’altro, e persino lateralmente, dando modo di passare da 5 a quattro posti, con il sedile centrale che si tramuta in un comodo portaoggetti. Lo stesso sistema permette di abbattere l’intero divanetto o solo parte dei sedili che lo compongono, aumentando così la capacità di carico fino ad un massimo di 1500 litri.

– FlexRail: tunnel portaoggetti scorrevole;

– FlexFix: questo sistema non riguarda in realtà lo spazio interno, poiché si tratta in realtà di un gancio estraibile dalla coda della vettura e che consente il trasporto di una o due biciclette.

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– FlexFloor: possibilità di sollevare il piano di carico del bagagliaio per facilitare il carico di oggetti pesanti o ingombranti.

La Meriva B si presenta al pubblico come una vera e propria miniera di innovazioni che punta di fatto alla fascia premium del segmento, ed è anche per questi motivi che una vettura come la Mercedes-Benz Classe B è da considerarsi rivale della Meriva B alla pari.

A differenza della serie precedente, la base meccanica della Meriva B non è più derivata dalla segmento B di turno, ossia la Corsa D, bensì dalla Zafira B (e quindi anche dalla Astra H).

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Riguardo le motorizzazioni, Opel offre un’ampia gamma di propulsori, sia benzina che diesel. Tra i primi abbiamo un 1.4 16V con tre diversi livelli di potenza: 100CV (aspirato), 120CV e 140CV, questi ultimi dotati di turbo compressore; tra i diesel, l’offerta si articola tra un 1.3 CDTI 16CV di origine Fiat (multijet) proposto sia con 75CV che 95CV ed un 1.7 CDTI di origine Isuzu da 100CV (abbinato solo ad un cambio automatico), 110CV e 130CV. Nel corso del 2011 è prevista anche una versione bi-power benzina/gas ma al momento non si hanno date precise.

La Meriva B viene proposta in quattro livelli di allestimento: Elective (base) e i più ricchi Cosmo, b-color e b-color panoramic.

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La versione Elective è comunque già completa, poiché comprende nella dotazione di serie airbags frontali, laterali e per la testa anteriori e posteriori; il clima manuale, ABS, ESP, CBC, controllo della trazione e assistenza alla frenata di emergenza; retrovisori esterni riscaldabili e regolabili elettricamente e tutti i pacchetti Flex già descritti tranne il FlexRail. La Cosmo aggiunge gli interni in misto pelle/tessuto, il clima automatico bizona, i cerchi in lega da 16″, il volante e il pomello del cambio in pelle, i fendinebbia, i vetri laterali posteriori oscurati e la radio con doppio sintonizzatore e 7 casse. La versione b-color aggiunge rispetto alla Cosmo il tetto nero lucido e i fari anteriori ruotanti in curva mentre la b-color panoramic il tetto panoramico in vetro fisso e i fari ruotanti. Questi due allestimenti montano di serie i cerchi da 18 pollici.

Opel Meriva serie 2ultima modifica: 2011-09-16T15:49:33+02:00da morris_garage
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