Citroen C3 serie 1 (2002-2010)

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La Citroën C3 è una autovettura di segmento B prodotta a partire dal 2002 dalla Casa francese Citroën.

La C3 venne presentata in anteprima mondiale al salone dell’automobile di Francoforte del settembre 2001 e poi al Motorshow di Bologna nel dicembre dello stesso anno. Fu commercializzata nel marzo 2002 per prima affiancare e poi sostituire la Saxo, oramai anziana e non più in regola con le normative europee, sempre più severe in tema di inquinamento e sicurezza.

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L’aspetto della C3 è caratterizzato dal corpo vettura sviluppato in altezza e dal particolare tetto ad arco che ricorda la 2CV. Queste caratteristiche vennero anticipate da alcune concept car descritte dalla stampa specializzata come prefigurazioni di una potenziale erede della 2CV stessa. Infatti, già alcuni anni prima della commercializzazione della C3, erano stati avviati i progetti per una piccola vettura che riprendesse nel design e negli obiettivi commerciali proprio l’indimenticabile utilitaria francese del dopoguerra. Tra questi prototipi ve ne furono alcuni addirittura con fari sporgenti, proprio come l’illustre antenata, soluzione che fu poi accantonata per motivi di aerodinamica.

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La C3, nelle sue due generazioni ha avuto e continua ad avere un notevole successo commerciale, merito della meccanica affidabile e robusta (pianale della Peugeot 206 e motori delle serie TU e DV) e del prezzo concorrenziale. Dalla fine del 2009, la prima serie è stata affiancata dalla seconda, più grande e su base 207. Ma la prima serie ha continuato ad essere prodotta con il nome di C3 Classic.

La produzione si è quindi articolata fino a questo momento in due serie distinte.

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La C3 appare molto più moderna ed anticonformista nel design, rispetto alla Saxo, anche se molto meno sportiveggiante. La C3 condivide il telaio con la Citroën C2, nata l’anno successivo, ed entrambe hanno sostituito la Saxo: mentre la C2, con la sua linea più sportiva e la carrozzeria a tre porte andò a sostituire la Saxo a tre porte, la C3 rimpiazzò invece la Saxo a 5 porte. Anche la tipologia di clientela era differente: mentre la C2 era indirizzata ad un pubblico di giovani, prevalentemente maschi, la clientela della C3 era prevalentemente di sesso femminile.

 

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La C3 è quindi più grande e spaziosa della C2, ma soprattutto della Saxo e va a soddisfare esigenze alle quali con la Saxo, il cui punto debole era lo spazio interno, non era possibile adempiere. Il successo fu grande: la C3 colpì nel segno proprio negli obiettivi commerciali che si era prefissa, divenendo una vettura molto apprezzata da donne di varie età ed estrazioni sociali. Merito del suo particolare design “ad uovo” ideato dai designer Donato Coco e Jean Pierre Ploué. La linea della C3 è caratterizzata infatti dal parabrezza, il tetto e il lunotto che vanno a formare una sorta di arco.

 

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Arrotondata anche la linea di fiancata del muso e del cofano motore. Tale impostazione accosta decisamente la linea della C3 a quella dell’indimenticabile 2CV. Il risultato finale di tali progetti risulta infatti più aerodinamica che non nei primi abbozzi: al posto dei fari sporgenti sono stati adottati dei nuovi fari che vanno a seguire la linea del muso, sembrando un tutt’uno con i lamierati stessi. Il design di questi fari, trapezoidale, e quindi tutto spigoli, va ad inserirsi in un corpo vettura sostanzialmente curvilineo, formando assieme ad altri particolari (tra cui la calandra a listelli orizzontali) un mix di curve e spigoli, in ossequio alle tendenze stilistiche del momento.

 

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Anche i fari posteriori hanno uno stile particolare: sottili, sviluppati verso l’alto e di forma appuntita, contribuiscono anch’essi a tale mix di forme. La linea di cintura è piuttosto alta, aspetto che, unito al design particolare del muso, conferisce alla vettura un aspetto compatto, e dando una sensazione di robustezza in chi la osserva.
L’abitacolo della C3 prima serie è tutto un altro pianeta rispetto a quello della Saxo, ancorché in versione 5 porte, grazie alla migliore accessibilità ed allo spazio interno garantito anche dal maggior sviluppo in altezza del corpo vettura.

 

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Anche posteriormente, gli occupanti possono disporre di maggior spazio per le gambe. Il volante incorpora alcune chicche insolite, specialmente all’epoca del debutto, per una vettura di tale fascia, come la regolazione di velocità. Originale anche il disegno del cruscotto, a forma di mezzaluna, con strumentazione digitale concentrica e sottolineata da una fascia contenente le spie di servizio. Spicca fra tutti il tachimetro digitale, che rispolvera la moda tipicamente retrò di tale dispositivo. La plancia, dal disegno ondulato, è stata realizzata con materiali economici, ed integra i display di servizio, i comandi della climatizzazione ed il vano per il lettore CD (laddove previsto). Sono presenti numerosi vani portaoggetti, per rendere la vita a bordo più pratica e non trovarsi con oggetti sparsi ovunque. Il vano bagagli è abbastanza capiente, con i suoi 305 litri, ampliabili a 1.155 mediante l’abbattimento dello schienale posteriore, che comunque è frazionabile. A tale proposito va citato il sistema Moduboard, che consente di suddividere lo spazio del vano bagagli in più sottovani.

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Con la C3 prima serie viene portato al debutto un nuovo pianale, caratterizzato da standard di sicurezza più elevati che non quello impiegato su Saxo e 106, che tra l’altro era strettamente imparentato addirittura con quello della ancor più anziana AX. Il nuovo pianale è realizzato per il 41% in acciaio ad elevata elasticità, fatto che consente di diminuire il peso e nel contempo di non pregiudicare la robustezza della scocca. Questa è stata tra l’altro realizzata da un lato per garantire la fondamentale incolumità degli occupanti, ma anche per garantire spese di riparazione ridotte in caso di urti non oltre una certa entità e gravità. Le zone più robuste della scocca sono quelle della parte centrale della piattaforma, sia longitudinalmente che trasversalmente, ma anche un robusto elemento ad arco che taglia trasversalmente in due il corpo vettura, sempre nella zona centrale, passando per il tetto. Ciò contribuisce invece a salvaguardare l’incolumità dei passeggeri in caso di ribaltamento.

 

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Lo schema delle sospensioni prevede un avantreno di tipo MacPherson, con molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici telescopici. Il retrotreno è invece ad assale torcente, e propone alcune novità, come i due bracci in ghisa collegati ad una traversa deformabile ad U (o ad “omega”). Gli ammortizzatori e le molle, in questo caso, non sono coassiali per non sottrarre spazio al bagagliaio. Si è scelto quindi di montare gli ammortizzatori esternamente ai bracci in ghisa. L’impianto frenante era di tipo misto per la quasi totalità della gamma presente al debutto, con l’eccezione delle versioni con 16v a benzina 1.6 e diesel 1.4, che invece montavano freni a disco sulle quattro ruote, con dischi anteriori di tipo autoventilante. Lo sterzo era a cremagliera ed anche qui si ebbe una novità, rappresentata dalla servoassistenza di tipo elettrico (era presente un motorino elettrico da 60-65 A) e che variava la sua incidenza a seconda della velocità di marcia. Motoristicamente parlando, la C3 era stata proposta con motori a benzina della serie TU, mentre quelli a gasolio sono della serie DV, nati in joint-venture con il gruppo Ford. Al debutto della vettura, la gamma motori era così composta:

    un 1124 cc a benzina da 60 CV e 157 km/h di velocità massima;
    un 1360 cc benzina da 73 CV e 168 km/h di velocità massima;
    un 1587 cc benzina da 109 CV e 192 km/h di velocità massima;
    un 1398 cc turbodiesel common rail da 68 CV e 165 km/h di velocità massima.

 

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La trasmissione avveniva con cambio manuale a 5 marce, tuttavia per i motori 1.4 e 1.6 a benzina era possibile avere un cambio automatico a 4 rapporti.

I livelli di allestimento disponibile per la C3 prima serie al suo debutto erano:

    Classique, riservato ai motori 1.1 e 1.4 HDi, e comprendente tra l’altro: doppio airbag frontale, airbag laterali anteriori, chiusura centralizzata, vetri elettrici, sedile guida regolabile in altezza, divano posteriore sdoppiabile, volante regolabile e correttore assetto fari. Con il motore 1.4 HDi era possibile avere anche l’ABS, che era un optional nella versione 1.1;
    Elegance, abbinato a tutti i motori tranne che il 1.6 16v, tale livello di allestimento prevedeva tutto quanto già visto per il livello Classique, con in più: poggiatesta posteriori e climatizzatore. Anche qui, l’ABS era optional per la versione con motore da 1.1 litri;
    Exclusive, abbinato a tutti i motori tranne il 1.1 a benzina, comprendeva di serie quanto già visto nel livello Elegance, compreso l’ABS, con l’aggiunta principalmente dell’autoradio e del climatizzatore automatico. Esteticamente si caratterizzava dai paraurti completamente in tinta e dalle maniglie delle porte e del portellone cromate anziché nere.

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Per quanto riguarda gli optional, sui livelli Elegance ed Exclusive era possibile avere il tetto apribile, mentre il livello più alto poteva integrare a richiesta i cerchi in lega, il navigatore satellitare e gli interni in pelle. Se si trattava della 1.6 16v Exclusive, poi, erano disponibili anche il controllo elettronico di stabilità e di trazione.

La commercializzazione della C3 prima serie è stata avviata nel maggio 2002 con la gamma appena descritta. Ma già nel settembre dello stesso anno, è stata introdotta una nuova motorizzazione, consistente nel 1.4 HDi 16v, con potenza di 90 CV e disponibile nei livelli Elegance ed Exclusive.

Nel 2003, la gamma si ampliò con l’arrivo della C3 Pluriel, una sorta di versione cabriolet scomponibile e ricomponibile in altre varianti di carrozzeria. Vi fu anche l’arrivo del livello di allestimento Classique Buddha-bar, che nelle versioni con motore 1.1 prevedeva anche il climatizzatore nella dotazione di serie.
Dal 2004, la C3 fu offerta con sistema “Stop & Start”, montato anche sulla C2, che spegneva il motore tagliando elettronicamente l’afflusso di carburante ogniqualvolta la vettura tendeva a fermarsi, per riaccendersi automaticamente con la pressione dell’acceleratore. Ciò comportava un taglio ai consumi ed all’inquinamento. Tale dispositivo fu offerto in abbinamento ai motori 1.6 16v, 1.4 HDi ed al nuovo motore 1.4 16V da 88 CV (Euro4), introdotto proprio nel 2004 ed equipaggiato con il cambio robotizzato SensoDrive a 5 rapporti. Nello stesso anno è stata introdotta anche la C3 XTR, dotata di differenziale antipattinamento delle ruote anteriori, assetto rialzato e plastiche di protezione non verniciate, una sorta di reinterpretazione della C3 in chiave simil-SUV. Tale versione è stata proposta con motori 1.4 16v a benzina (e con cambio robotizzato SensoDrive) e 1.4 HDi 16v.

Nel mese di ottobre del 2005 la C3 fu sottoposta ad un lieve restyling, con una mascherina a listelli più larghi e fari posteriori con indicatori di direzione e retromarcia bianchi, per continuare a mantenerne fresco il design. Per l’occasione, venne rivista anche la gamma: fu infatti cancellato il livello di allestimento Classique Buddha-bar e ne fu introdotto uno nuovo, denominato VTR e riservato per il momento solo al 1.6 16v a benzina, mentre il 1.4 HDi 16v fu sostituito dal nuovo motore 1.6 HDi 16v, forte anch’esso di 90 CV e disponibile anche per la C3 XTR. Fu introdotta anche la versione a GPL, che utilizzava il 1.4 monoalbero a benzina, ma con potenza lievemente ridotta (72 CV).

Nel 2006, il 1.6 HDi fu proposto anche con potenza di 109 CV, con filtro antiparticolato e negli allestimenti VTR ed Exclusive, mentre accanto alla versione a GPL, venne introdotta la versione a metano, anch’essa equipaggiata con il 1.4 TU3. Contemporaneamente, venne introdotto anche un nuovo livello di allestimento denominato Seduction, e previsto per i motori 1.4 monoalbero a benzina e turbodiesel. Infine, il 1.4 16v, fino a quel momento disponibile solo con cambio robotizzato, fu proposto anche con cambio manuale a 5 marce.

Nel 2007, la versione 1.6 16v SensoDrive venne tolta di produzione, tuttavia, per continuare ad offrire un’alternativa al cambio manuale, il 1.6 16v poteva essere richiesto anche con un cambio automatico classico a 4 rapporti. Nel 2008, invece, venne introdotta la tecnologia Airdream, consistente in alcuni accorgimenti ai motori 1.1 e 1.4 a benzina ed a tutti i motori diesel. Tali accorgimenti erano atti a diminuire leggermente i consumi e le emissioni. Contemporaneamente, l’allestimento Exclusive venne esteso anche al motore 1.1.
Durante il 2009, visto l’imminente lancio della seconda generazione della C3 a fine anno, la gamma della prima serie è stata ridotta e limitata unicamente a due motorizzazioni: 1.1 a benzina e 1.4 HDi. I livelli di allestimento erano invece aumentati di numero: su entrambe le motorizzazioni si poteva scegliere tra gli allestimenti Perfect, Perfect Techno, Exclusive o Exclusive Techno. La 1.1, poi, era anche ottenibile nell’allestimento di base Ideal.

Il lancio della C3 seconda serie non ha implicato tuttavia la cancellazione della prima serie dai listini. Tale modello ha infatti continuato ad essere commercializzato sotto il nome di C3 Classic, ma con un’unica motorizzazione, consistente nel 1.1 TU1 da 60 CV.

La produzione è andata avanti fino a maggio del 2010, ma è rimasta in listino fino alla fine del 2010.

Citroen C3 serie 1 (2002-2010)ultima modifica: 2012-02-09T16:00:00+01:00da morris_garage
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