Kia Carnival Seconda serie (dal 2006)

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La Kia Carnival è una monovolume prodotta dalla casa automobilistica coreana Kia Motors a partire dal 1998. Nel 2006 è stata presentata la seconda generazione. In alcuni paesi la Carnival viene venduta come Kia Sedona.

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La seconda generazione viene presentata in anteprima mondiale al Salone dell’automobile di Chicago nel 2005 mentre la prima europea avviene al Salone di Ginevra 2006. La nuova serie nasce dal progetto VQ e si distingue per la prima grazie all’impostazione della carrozzeria offerta in due versioni differenti: quella a passo corto destinata in prevalenza all’Europa e quella a passo lungo destinata all’America, Australia e Asia.

 

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Infatti con le due varianti la casa riesce ad andare incontro sia all’esigenze del mercato europeo che richiede delle monovolume spaziose ma dalle dimensioni non troppo elevate ed è per questo che la lunghezza della variante a passo corto raggiunge i 4,81 metri, mentre per i mercati americani ed asiatici le monovolume oltre all’abitacolo spazioso devono poter offrire un vano bagagli sempre ottimale ed è per questo che le versioni a passo lungo superano i 5,13 metri di lunghezza. Con questa strategia la casa coreana sperava di poter replicare il successo della prima serie.

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La nuova Carnival VQ nasce su un telaio di base nuovo, derivato da quello della Hyundai Sonata e Kia Magentis, una struttura molto più leggera e flessibile, la carrozzeria monoscocca risulta molto più rigida e viene realizzata in gran pate con acciai alto resistenziali. Il motore viene disposto anteriormente in posizione trasversale, le sospensioni anterori sono configurate secondo lo schema a ruote indipendenti con montante MacPherson in acciaio e barra stabilizzatrice; al retrotreno è stato adottato lo schema sempre a ruote indipendenti con Multilink a cinque bracci in acciaio più barra stabilizzatrice. Gli ammortizzatori sono a gas. Il telaio è stato anche ribassato, in modo da migliorare le doti dinamiche su strada al fine di evitare i difetti di stabilità accusati dalla precedente serie. Il controllo elettronico della stabilità e della trazione vengono offerti di serie. La trazione è anteriore, una versione integrale non è stata mai prodotta.

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Il design è stato elaborato in Corea presso il centro stile della casa e il family feeling riprende un po’ lo stile comune tra le Cerato, Rio e Sportage, linea moderna senza inutili originalità che possono mettere in discussione lo stile essendo un’auto destinata ad essere venduta in tutto il mondo. La carrozzeria è più spigolosa rispetto al passato, il frontale è basso con gruppi ottici trapezoidali in posizione verticale, la sottile calandra viene divisa da una banda del medesimo colore della carrozzeria ed incorpora il logo della casa.

 

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I fascioni paraurti anteriori, leggermente bombati, presentano una presa d’aria nella parte bassa ed incorporano i fendinebbia; la fiancata presentava le porte posteriori scorrevoli e infine la coda con fanaleria verticale e una banda cromata posta sul portatarga che dona un tocco di classe. Di serie le barre sul tetto bicolore con montante scuro e tubi in acciaio. La versione a passo lungo è stata venduta sui mercati esteri come Kia Grand Carnival mentre la versione destinata all’Europa (lunga 4,81 metri) ha mantenuto la denominazione originale.

 

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Nonostante le dimensioni minori la Canival VQ dispone di un abitacolo più spazioso rispetto al passato grazie alla carrozzeria che utilizza materiali più resistenti ma in grado di occupare meno spazio. Inoltre la nuova Carnival è anche più leggera della progenitrice. Sette i posti disposti su tre file (schema 2-3-2 con poltrone singole), il vano bagagli possiede un volume minimo di 214 litri e massimo pari a 3.423 litri con seconda e terza fila di sedili rimossa; la lunghezza del vano di carico è di 1.842 mm con larghezza minima di 1.475 mm. I vetri posteriori sono apribili, quella della prima e seconda fila elettricamente, quelli della terza fila a compasso; inoltre l’apertura del vano bagagli e delle portiere laterali è disponibile anche a comando elettronico sulle versioni di punta.

 

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La plancia possiede una impostazione pratica nei confronti del guidatore: il quadro strumenti è di facile lettura, il cambio in posizione rialzata risulta più comodo, i principali comandi audio e navigazione sono raggruppati al volante. Il mobiletto centrale della plancia possiede nella parte più alta un cupolino che ospita l’orologio e i dati del computer di bordo, più in basso è alloggiata l’autoradio (sui mercati esteri era disponibile anche il navigatore satellitare touch screen) e infine, nella parte intermedia, sono presenti i comandi del climatizzatore automatico (a due o tre zone per i passeggeri posteriori) e il pacchetto fumatori. Le plastiche sono di buona qualtà se paragonate al vecchio modello, notevole è la rifinitura e la qualità dell’assemblaggio. La plancia è disponbiile anche in differenti colorazioni con elementi in plastica che imitano l’alluminio o la radica.

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Nel 2010 la Carnival subisce un leggero restyling: nuova calandra in stile Tiger Nose (simile alla Kia Forte), nuovi cerchi in lega, frecce laterali integrate negli specchi retrovisori, nuove rifiniture interne per la plancia bicolore, qualità delle plastiche migliorata, nuovo navigatore satellitare per le auto destinate all’America e gamma motori rinnovata. La Carnival ristilizzata non sarà però importata in Italia a causa delle magre vendite riscontrate dalla seconda generazione di questo modello.

 

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La Carnival serie VQ viene prodotta presso lo stabilimento di Gwangmyeong in Corea del Sud mentre solo per il mercato russo la produzione avviene presso lo stabilimento di Kaliningrad di proprietà della Avtotor. Sui mercati anglosassoni la Carnival ha mantenuto la denominazione Kia Sedona, in Cina viene importata sotto il nome Kia VQ per evitare confusione con la vecchia serie di Carnival rimasta in produzione, mentre in Corea Del Sud dal 2010 l’auto nelle motorizzazioni diesel vengono vendute come Kia Carnival R. La seconda serie però non ha riscontrato il successo commerciale sperato, infatti le vendite in Europa ed Asia sono state alquanto deludenti, anche negli Stati Uniti il modello ha sofferto parecchio la concorrenza interna; la Kia infatti ha dichiarato che la produzione terminerà nel 2011 senza nessuna erede diretta.

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Tra i principali dispositivi tecnologici della Carnival VQ figurano il sistema anti pattinamento su fondi bagnati o innevati VRS (Variable Rack Stroke) in grado di ridurre anche il raggio di sterzata e migliorare l’aderenza al suolo, il nuovo controllo elettronico della stabilità evoluto (ESP-HECU) regola e controlla la pressione del liquido dell’impianto frenante, migliora la trazione al fine di garantire maggiore sicurezza interviene anche sulla gestione del motore e del cambio. Oltre l’ESP-HECU sono di serie il controllo elettronico della trazione (TCS), il sistema anti bloccaggio delle ruote motrici (ABS), il ripartitore elettronico di frenata (EBD) e la frenata assistita (BAS). Le versioni di punta possono disporre anche dell’apertura automatica delle portiere posteriori e del portellone tramite l’apposito pulsante presente sul telecomando. Il climatizzatore è manuale o automatico a tre zone (per l’Europa, a due zone per l’estero) e sulle versione al top della gamma integra anche il filtro dell’aria; i sensori di parcheggio posteriori aiutano il guidatore nel calcolo degli ingombri. Inoltre tra gli altri dispositivi elettronici è presente il cruise control con comandi al volante e la pedaliera regolabile elettricamente insieme ai sedili anteriori.

 

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Sei sono gli airbag di serie: due frontali, due laterali per i passeggeri anteriori e due a tendina per la testa che proteggono tutti gli occupanti (anche quelli della terza fila). Presenti di serie anche i poggiatesta anteriori attivi. L’impianto frenante sfrutta quattro dischi autoventilati sia per l’avantreno che per il retrotreno. Nel 2006 la Carnival VQ è stata sottoposta ai crash test EuroNCAP totalizzando il punteggio di quattro stelle nella protezione degli adulti, tre nella protezione bambini e una stella nell’investimento pedoni.

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La Carnival VQ è stata venduta in Italia in tre allestimenti disponibili per il motore 2.9 diesel e in versione unica col 2.7 benzina. Family, Harmony e Class sono le denominazioni dei vari livelli di rifinitura: la base Family dispone di serie (oltre ai vari dispositivi di sicurezza già citati) dell’antifurto, airbag passeggero disattivabile, alzacristalli elettrici per la prima e la seconda fila, chiusura centralizzata, sedili della seconda e terza fila ripiegabili e asportabili, pedaliera regolabile in altezza, autoradio CD ed MP3, climatizzatore manuale a tre zone e barre portapacchi. L’Harmony intermedia aggiunge il climatizzatore automatico a tre zone, i fendinebbia, cerchi in lega da 17″, vetri posteriori della terza fila apribili elettricamente, vetri posteriori oscurati, sensori di parcheggio, retrovisori riscaldabili e regolabili elettricamente, computer di bordo con bussola, rifiniture interne in plastica stile alluminio e volante e pomello del cambio parzialmente in pelle. Infine la versione al top di gamma, la Class, alla dotazione dell’Harmony aggiunge il tergicristallo con sensore pioggia, battitacchi delle portiere cromate, cruise control, retrovisore interno fotocromatico, portere posteriori e portellone ad apertura e chiusura elettrica, sedile guida regolabile elettricamente e gli interni in pelle.

La versione a benzina priva di denominazione presenta tutti gli accessori della Class con l’aggiunta del cambio automatico sequenziale, tetto apribile e la pedaliera con sedile guida regolabili elettricamente con memorie. L’unico optional disponibile per tutte le versioni è la vernice metallizzata o micalizzata, solo per le diesel il cambio automatico viene offerto a pagamento.

 

In Europa la Carnival seconda serie viene importata con due sole motorizzazioni: il 2,7 litri benzina e il 2,9 litri diesel. Il 2.7 benzina fa parte della famiglia motoristica Hyundai Mu, è un nuovo motore V6 che sfrutta l’iniezione elettronica (realizzata dalla Bosh) e la doppia fasatura variabile delle valvole (D-CVVT); la distribuzione è a quattro valvole per cilindro per 24 valvole totali, eroga 189 cavalli (139 kw) a 6.000 giri al minuto per una coppia motrice pari a 249 N·m a 4.000 giri al minuto. Poiché le vendite dei propuslori a benzina sono sempre state limitate in Italia il 2.7 è stato offerto solo nella versione equuipaggiata con il cambio automatico sequenziale a quattro rapporti, di conseguenza le prestazioni erano appena sufficienti e i consumi elevati: 182 km/h di velocità massima, 15,7 secondi di scatto da 0 a 100 km/h e consumo medio di 9,2 km/l. Il 2.7 V6 Mu era omologato secondo i parametri della normativa Euro 4.

 

Il diesel è il classico 2,9 litri CRDI già presente sulla vecchia serie ma aggiornato: adotta la turbina a geometria variabile (VGT), distribuzione a quattro valvole per cilindro e nuovi iniettori. Il basamento è in alluminio con sistema common rail. La potenza massima sale a 185 cavalli (136 kw) erogati a 3.800 giri al minuto con una coppia motrice che varia di 343 N·m a 1.750 giri al minuto. Le prestazioni erano migliori rispetto a quello che va a benzina: 197 km/h di velocità massima, scatto da 0 a 100 km/h in 12,9 secondi e consumo medio di 12,8 km/l. Il cambio era un manuale a cinque rapporti ma a pagamento era disponibile l’automatico sequenziale a cinque marce. Il 2.9 CRDI era omologato Euro 4.

Disponibile per il mercato americano, asiatico ed australiano il grande 3.8 V6 Lambda si posiziona al top della gamma motoristica; il 3.8 riprende l’impostazione tecnica del 2,7 litri con doppia fasatura variabile delle valvole, iniezione elettronica e distribuzione a quattro valvole per cilindro. Eroga 248 cavalli (182 kw) per 343 N·m a 3.500 giri al minuto. Il 3.8 V6 è stato l’unico propulsore disponibile per il mercato americano mentre su quello australiano questa unità ha affiancato il 2.7 Mu benzina e il 2.9 CRDI diesel. Nonostante non sia stato importato in Europa rispettava i canoni della normativa Euro 3.

 

Altro motore non importato in Europa è il nuovo 3.5 V6 Lambda II che dal 2010 ha sostituito il precedente 3.8 V6 in molti mercati. Il 3.5, frutto del recente downsizing, oltre ad avere una cilindrata minore eroga 275 cavalli, 28 in più rispetto alla vecchia unità grazie al nuovo sistema di aspirazione e alla fasatura delle valvole più efficiente e ciò garantisce costi di gestione minori (benché restino elevati). Estremamente leggero grazie al basamento in alluminio il nuovo 3.5 Lambda II viene abbinato ad un nuovo tipo di trasmissione automatica sequenziale a sei rapporti. Riguardo al motore 3.5 non vengono forniti valori di emissioni e prestazioni.

Nel 2010 il diesel 2.9 viene pensionato poiché non è in grado di rispettare la normativa Euro 5 e la Kia provvede ad equipaggiare la Carnival con il nuovo diesel 2.2 CRDI facente parte della famiglia R-Line: si tratta di un propulsore di nuova concezione già adottato dalla Kia Sorento seconda serie, è un quattro cilindri common rail con distribuzione a quattro valvole per cilindro (16 valvole totali), turbina a geometria variabile e filtro attivo antiparticolato. La potenza massima è di 194 cavalli (143 kw) erogati a 3.800 giri al minuto con una coppia motrice che varia dai 421 N·m a 1.800 giri al minuto della versione con cambio manuale a sei marce fino ai 436 N·m sempre a 1.800 giri al minuto dell’automatica sequenziale a sei rapporti. Il 2.2 CRDI è omologato Euro 5. In Italia questo motore non è stato importato.

Kia Carnival Seconda serie (dal 2006)ultima modifica: 2012-06-05T09:00:00+02:00da morris_garage
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