Citroen C5 serie 2

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La Citroën C5 è una autovettura di segmento D prodotta a partire dal 2000 dalla Casa automobilistica francese Citroën con carrozzeria berlina o familiare e motori benzina e diesel.

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Nella primavera del 2008 è stata lanciata la seconda generazione della C5, frutto del progetto X7, completamente rivoluzionata dal punto di vista dello stile ed aggiornata anche nei contenuti rispetto alla serie precedente.

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Alla fine del 2007, presso vari Saloni automobilistici, tra cui anche il Motor Show di Bologna, era stata presentata la concept-car C5 Airscape, una elegante Coupé-Cabriolet che prefigurava quasi del tutto la nuova generazione della C5, in programma durante l’anno seguente, anche se non in configurazione aperta.

La presentazione ufficiale della C5 seconda serie era avvenuta al Salone di Bruxelles del gennaio 2008, mentre la commercializzazione era stata fissata per il mese di maggio.

La nuova C5 viene subito offerta sia in versione berlina che in versione station wagon, con quest’ultima che abbandona la tradizionale denominazione Break, in favore dell’inedita Tourer.

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La seconda generazione della C5 punta ulteriormente ad avvicinarsi alla fascia “premium” del Segmento D, e lo fa proponendo in primo luogo un corpo vettura sempre impostato come berlina a due volumi e mezzo, ma più muscoloso e grintoso, più vicino agli standard tedeschi, insomma, visto che da sempre nella fascia “premium” dei segmenti D ed E sono le vetture tedesche a farla da padrone.

 

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Stilisticamente la nuova C5 condivide con la vecchia poche soluzioni: il già citato corpo vettura a due volumi e mezzo è uno di questi, così come il particolare disegno dei fari anteriori, che sembra un restyling di quelli visti nella precedente C5 post-restyling, ma che qui, complice anche il disegno del resto del corpo vettura, sembra essere più efficace e d’effetto. Per tutto il resto, la vettura è completamente nuova, più grintosa, grazie ai passaruota bombati e più sportiva grazie all’efficace riprofilatura dell’intero corpo vettura, che appare meno spigoloso e più morbido.

 

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Alcune soluzioni, come il padiglione arcuato, appaiono riprese invece non tanto dalla scuola tedesca, quanto da un’altra Citroën, vale a dire la C6, la bellissima anche se sfortunata ammiraglia della Casa. Anche il disegno della coda è assai efficace, ed anch’esso ricorda molto da vicino lo styling germanico, in particolare i gruppi ottici, che richiamano alla mente alcuni modelli BMW o Audi.

 

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Nonostante tutto ciò, però, la seconda generazione della C5 riesce a non apparire una tedesca “made in France”, ma anzi rimane legata al family-feeling della Casa, specie osservandone proprio il frontale, dove è impossibile non notare il grande stemma Citroën che, come in alcuni modelli contemporanei, integra il disegno della calandra. L’unica nota stonata per la C5 sta nel fatto che a dispetto di una carrozzeria profilata e a due volumi e mezzo, si sia scelta la soluzione senza portellone, che rende meno pratico il carico dei bagagli.

 

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L’allungamento del passo rispetto alla serie precedente ha costituito motivo di maggior abitabilità interna per la C5. La nuova media francese si pone infatti al vertice della categoria per confort e spazio interno. Basti pensare che lo stesso corpo vettura è uno dei più larghi della categoria, fatto che migliora notevolmente l’abitabilità interna.Nell’abitacolo si ritrovano altre “chicche” riprese da altre Citroën, come il volante multifunzione con parte centrale fissa, in cui è unicamente la corona a ruotare.

 

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Moderno ed elegante il disegno della plancia, ottenibile a richiesta anche con rivestimento in pelle. Molto d’effetto anche il cruscotto a tre strumenti con illuminazione a led. Una delle particolarità più ricercate sta però nella possibilità di regolare i sedili anche a livello delle spalle, una proprietà ancora rara presso le vetture di pari segmento o anche superiori. Si è accennato all’inopportunità della soluzione a quattro porte della C5 berlina poiché non agevola di certo la praticità nel carico bagagli: in effetti il bagagliaio risulta meno capiente rispetto alla precedente C5, pur essendo di forma regolare.

 

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Le stesse considerazioni non possono essere fatte invece per la versione Tourer, il cui ampio portellone bagagli permette l’accesso ad un grande vano la cui capacità di base è di 505 litri, ampliabili però a 1.490 abbattendo lo schienale posteriore. Come nella vecchia giardinetta, anche in quetso caso è possibile regolare l’altezza da terra della vettura per abbassare la soglia di carico ed agevolare l’inserimento di oggetti grandi e pesanti.

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Mentre le versioni più ricche della nuova C5 montavano di serie la sospensioni Hydractive III+, le versioni di base montavano invece delle sospensioni più tradizionali, con avantreno di tipo MacPherson e retrotreno a traversa in alluminio, bracci longitudinali e triangoli superiori. L’impianto frenante prevede dischi autoventilanti da 330 mm all’avantreno e dischi pieni da 290 mm al retrotreno.

 

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Le motorizzazioni iniziali comprendono tre versioni a benzina della famiglia EW e quattro a gasolio (con tecnologia common rail) della famiglia DW, tutte con distribuzione a 4 valvole per cilindro. In particolare, essi sono rispettivamente:

1.8 16v: 1749 cm³ da 125 CV a 6000 giri/min e 170 Nm a 3750 giri/min;

2.0 16v: 1997 cm³ da 140 CV a 6000 giri e 200 N·m a 4000 giri/min;

3.0 V6 24v: 2946 cm³ da 211 CV a 6000 giri/min e 290 N·m a 3750 giri/min;

1.6 HDi 16v: 1560 cm³ da 110 CV a 4000 giri/min e 250 N·m a 1750 giri/min;

2.0 HDi 16v: 1997 cm³ da 136 CV a 4000 giri/min e 330 N·m a 2000 giri/min;

2.2 HDi 16v: 2179 cm³ con 170 CV a 4000 giri/min e 370 N·m a 1500 giri/min;

2.7 V6 HDi: 2721 cm³ da 204 CV a 4000 giri/min e 440 N·m a 1900 giri/min.

 

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Vale la pena ricordare che il 1.8 16v a benzina è stato proposto unicamente sulla C5 berlina, e non sulla Tourer.

Diverse, a seconda delle motorizzazioni, le varianti di trasmissione abbinate: il 1.8 16v, il 2.0 16v ed il 1.6 HDi montano un cambio manuale a 5 marce, mentre quello a 6 marce è accoppiato ai motori 2.0 HDi e 2.2 HDi. Per quanto riguarda le due versioni di punta, il 3.0 V6 a benzina ed il 2.7 HDi diesel, essi montano un cambio automatico-sequenziale a 6 rapporti.

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L’euipaggiamento della C5 è di primissimo livello: la ricca dotazione è stata mutuata in gran parte dalla C6 e comprende di serie per tutta la gamma: ABS, doppio airbag, airbag per la testa, laterali e per le ginocchia, climatizzatore, ESP, controllo trazione, fendinebbia, divano posteriore sdoppiabile, vetri elettrici sulle quattro porte ed Easy Parking System, un sistema che valuta lo spazio dove si ha intenzione di parcheggiare l’auto e conferma o meno se il parcheggio sia fattibile o no. Un inspiegabile passo indietro nella dotazione di serie si ha comunque: le sospensioni idropneumatiche, qui giunte ad un nuovo aggiornamento, denominato Hydractive III+, sono di serie solo nelle versioni più ricche e non nell’intera gamma. Tali sospensioni possono essere regolate in rigidità ed in altezza da terra.

 

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Al suo debutto, la seconda serie della C5 è stata proposta in quattro livelli di allestimento, differenti tra loro per la dotazione:

Base: solo per la 1.8 16v e la 1.6 HDi, e comprendente la dotazione di serie già descritta ed in comune con gli altri livelli di allestimento;

Dynamique: disponibile per tutte le motorizzazioni ad eccezione della 3.0 V6, questo livello di allestimento comprende di serie quanto già visto per il livello base, con in più l’autoradio, i cerchi in lega e gli spechietti retrovisori esterni ripiegabili elettricamente;

Exclusive: disponibile per tutte le motorizzazioni ad eccezione della 1.8 16v e la 1.6 HDi, il livello Exclusive prevedeva di serie quanto previsto per il livello Dynamique più le sospensioni Hydractive III+, i sedili regolabili elettricamente ed i sensori di parcheggio;

 

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Business: il livello di allestimento più ricco della gamma C5 Mk2 era disponibile per le stesse motorizzazioni per le quali era disponibile anche il livello Exclusive. Il livello Business prevedeva anche il navigatore satellitare oltre a quanto già presente di serie nei livelli inferiori.

La lista optional non era per la verità eccessivamente nutrita, ma ciò era dovuto principalmente al fatto che la gamma C5 offriva una dotazione soddisfacente fin dai livelli di allestimento meno dotati, se si eccettua il fatto che, come già detto, si sia scelto di non dotare tutta la gamma delle sospensioni Hydractive III+. Basti pensare che l’unico optional comune a tutta la gamma era la vernice metallizzata. Altri accessori, come il tetto apribile, i fari allo xeno, l’antifurto e gli interni in pelle o alcantara erano comuni a quasi tutta la gamma, escluse le versioni base. I livelli Dynamique ed Exclusive prevedevano come optional anche il navigatore satellitare, mentre il solo livello Dynamique poteva essere integrato con i sensori di parcheggio. Le versioni base, invece, potevano essere arricchite con l’aggiunta dell’autoradio.

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Con la gamma d’esordio, la produzione della C5 seconda serie è andata avanti fino a buona parte del 2009. Durante tale anno, però, vi sono stati i primi aggiornamenti: la C5 2.2 HDi e la C5 2.7 HDi vengono tolte dal listino. Al posto della versione maggiore viene introdotto il nuovo motore 3.0 V6 HDi, derivato dal precedente 2.7 V6, sviluppato anch’esso in collaborazione con il Gruppo Ford e montato anche sui modelli Jaguar, grazie alla sua potenza di 241 CV che ne ha permesso l’applicazione anche sui prestigiosi modelli della Casa britannica. Nello stesso anno, la C5 2.0 HDi si è sdoppiata in due varianti: quella equipaggiata con cambio manuale a 6 marce ha visto la sua potenza aumentare leggermente e passare a 140 CV, mentre quella con cambio automatico a 6 rapporti è rimasta invariata a 136 CV.

 

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Nel 2010 la gamma motori è stata aggiornata con nuove motorizzazioni Euro 5: sul fronte benzina, il 3 litri V6 è stato tolto dal listino, mentre il 1.6 Turbo THP Prince da 156 CV, derivato da quello già montato su altri modelli del Gruppo PSA, nonché sulle Mini del nuovo millennio. Tale motore è andato a sostituire il 2 litri a benzina da 140 CV. Per quanto riguarda i diesel, invece, si sono avuti diversi nuovi aggiornamenti: prima di tutto, il 2.0 HDi è stato proposto unicamente con il cambio manuale a 6 marce, mentre ha fatto il suo debutto il nuovo 2.0 HDi con potenza di 163 CV e proposto sia con il cambio manuale a 6 marce, sia con quello automatico a 6 rapporti. Inoltre, la potenza del 1.6 HDi è stata leggermente innalzata da 109 a 111 CV.

 

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Alla fine del mese di ottobre dello stesso anno, c’è stato un lieve aggiornamento estetico, visibile nel frontale, che ora monta gruppi ottici con luci diurne a led integrate, e nella coda, dove le plastiche dei fari posteriori hanno un nuovo disegno. In occasione di tale aggiornamento, hanno inoltre debuttato il 1.6 Prince aspirato da 120 CV, che sostituisce il 1.8 da 125 CV, ed il 1.6 e-HDi, simile al normale 1.6 HDi, ma con in più il sistema Stop&Start di ultima generazione. Contemporaneamente è stato introdotto un nuovo 2.2 HDi bi-turbo, derivato dalla precedente unità da 170 CV, non più in listino da tempo, ma con potenza innalzata a ben 204 CV. Tale motorizzazione va ad inserirsi nel vuoto lasciato tra il 3.0 HDi da 241 CV ed il 2.0 HDi da 163 CV. Novità anche per quanto riguarda gli allestimenti: spariscono i due livelli più bassi (base e Dynamique) per far posto a due nuovi livelli denominati Attraction e Seduction. Inoltre ne viene introdotto uno nuovo, denominato Executive, e che sta al top della gamma.

Citroen C5 serie 2ultima modifica: 2012-06-06T09:00:00+02:00da morris_garage
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