Opel Calibra

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L’Opel Calibra è una coupé di fascia medio-alta, prodotta dalla Casa automobilistica tedesca Opel dal 1989 al 1997.

 

Durante la seconda metà degli anni ottanta, l’Opel Manta B, coupé di fascia medio-alta in listino fin dal 1975, stava rapidamente perdendo clienti ed i suoi dati di vendita stavano vertiginosamente precipitando. Inoltre il mercato giapponese stava cominciando ad invadere l’Europa con le sue coupé (Toyota Celica per prima). Era chiaro che una vettura del genere, il cui progetto risale alla prima metà degli anni settanta non poteva più essere competitiva: i 13 anni in cui è rimasta in listino hanno visto la concorrenza farsi molto più agguerrita e la Manta ha finito per diventare la meno appetibile del gruppo, anche a causa di motorizzazioni, come la 1.3, tutt’altro che sportive.

 

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Era necessario, quindi, voltare decisamente pagina e iniziare a pensare ad una coupé completamente nuova, sotto tutti i punti di vista, anzi, doveva proporre anche un design all’avanguardia, per far capire al mondo che l’Opel non aveva affatto esaurito le sue carte nel campo delle sportive stradali.

 

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Come base si scelse quella della Vectra, la berlina sostituta della Ascona il cui lancio non era ancora avvenuto, ma era in ogni caso imminente. Il design della carrozzeria fu affidata a Wayne Cherry, che in quel periodo si stava occupando anche della stessa Vectra. Cherry impostò lo studio della carrozzeria del nuovo modello alla galleria del vento, per ottenere una linea molto profilata. Anche per quanto riguardava la gamma motoristica, la nuova vettura doveva rompere con un passato fatto di motorizzazioni piccole, poco potenti e quindi anche poco attraenti dal punto di vista commerciale. Senza nessun compromesso, si scelse di prendere come motorizzazione base un 2 litri da 115 CV. Nel 1989, la nuova vettura era pronta al debutto.

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Presentata al Salone dell’automobile di Francoforte nel settembre 1989 con il nome di Calibra, si mostra subito elegante e spaziosa, dotata di una tecnologia avanzata. Stupisce per l’incredibile cx di 0.26 della versione base, per la carrozzeria assai profilata e per il frontale dotato di avveniristici gruppi ottici sottili, rettangolari ed a sviluppo orizzontale.

Sul mercato italiano arriverà alcuni mesi dopo, nel giugno 1990.

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La produzione venne divisa tra gli stabilimenti tedeschi di Rüsselsheim e quelli finlandesi di Uusikaupunki, appartenenti alla gruppo General Motors, e quindi anche alla Opel.

La gamma iniziale della Calibra era semplificata e comprendeva solo due versioni: la motorizzazione di base era un 2 litri a due valvole per cilindro da 115 CV. L’altra versione montava sempre un 2 litri, ma con distribuzione a 4 valvole per cilindro. Tutti i motori erano ad iniezione e dotati di catalizzatore. Già 29.431 esemplari furono venduti solamente nel primo anno di produzione.

 

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Nel 1991 vengono prodotte 97.433 vetture e nello stesso anno viene proposta un’evoluzione dotata di un motore turbocompresso in grado di sviluppare 150 kW (204 CV), cambio a 6 marce (con sesta di potenza) e 4 ruote motrici. Il motore che la equipaggia, il C20LET, è direttamente derivato dalla versione 2.0 16v aspirata, il C20XE, in grado di sviluppare 110 kW (150 CV). Nasce così la Calibra 2.0 16V Turbo 4×4, dotata di prestazioni di assoluto rilievo (245 km/h, da zero a cento km/h in 6,7″) ed ecologica (catalizzatore metallico di serie).

 

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Nonostante il mercato giapponese stesse proponendo sempre più modelli anch’essi molto accattivanti (oltre alla Celica, furono introdotti anche la Mitsubishi Eclipse, la Honda Prelude e la Nissan 200SX), la Calibra non sembrò accusare di molto la concorrenza e continuò a raccogliere consensi. Nel mercato italiano l’unica spina nel fianco della Calibra era rappresentata dalla Fiat Coupé, anch’essa un buon successo commerciale.

Nel 1993 viene introdotta una nuova versione della Calibra denominata Color Edition; si distingue per le nuove tinte, dotata di interni in pelle lussuosa nera o beige e una nuova gamma di cerchi in lega a cinque raggi.

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Nel 1994 tutta la gamma beneficia di un lieve restyling: per l’occasione viene installato sulla vettura un V6 da 2,5 litri capace di erogare una potenza di 125 kW (170 CV). Si apre così l’era dei motori ecotec, che si contraddistinguono per un livello di inquinamento inferiore alle precedenti motorizzazioni, anche se meno prestanti. Viene messo sul mercato il nuovo modello 2.0i 16v con motore X20XEV che sviluppa 100 kW (136  CV) rimpiazzando la versione precedente (2.0i 16v da 110 kW -150 CV-). Il motore turbocompresso rimane invariato, ma viene rinominato “ecotec” per motivi commerciali.

 

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La produzione dell’Opel Calibra termina nel 1997 con un ammontare di 238.647 esemplari prodotti, Opel dovette addirittura riprendere una produzione supplementare in Finlandia per soddisfare la domanda. La produzione ebbe fine nell’estate dello stesso anno.

A distanza di anni ancora oggi tante le calibra in circolazione e molteplici i club di appassionati in giro per il mondo.

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L’Opel Calibra si distingueva dagli altri modelli sportivi sul mercato grazie alla sua linea innovativa e filante (tuttora moderna e inimitata), l’opportunità di ospitare 4 passeggeri (unica coupé con 4 posti veri e comodi) e la capacità di 300 litri del bagagliaio, ottimamente sfruttabile anche in presenza di sedili posteriori ribaltabili asimmetricamente, che permettevano di poter usufruire di bagagliaio da station wagon. Inoltre, a differenza di altre vetture sportive dell’epoca, era un’auto anche da utilizzare normalmente nel traffico e nella guida di tutti i giorni, potendo contare su un comfort, una elasticità dei motori (specie il C20LET della Turbo 4×4) ed una economia di esercizio del tutto comparabile a una berlina.

 

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La silhouette della Opel Calibra era frutto di una minuziosissima ricerca in galleria del vento (oltre 4000 ore di test). Grazie ad un così elevato grado di penetrazione aerodinamica, le prestazioni, soprattutto velocistiche, erano di primo livello. Già la motorizzazione d’ingresso permetteva alla coupé tedesca di oltrepassare i 205 km/h. La 16v arrivava a ben 227 km/h effettivi e la Turbo 4X4 (motore C20LET), forte di 204  CV e di cambio a 6 marce, sfiorava i 250 km/h e raggiungeva i 100 km/h da fermo in 6 secondi e 7, aiutata anche dalla motricità della trazione integrale. Con piccoli interventi (aumento pressione turbo da 0,8 bar a 1,1 e riprogrammazione centralina Bosch Motronic) si superavano facilmente i 260 km/h mantenendo affidabilità e piacere di guida. Dotata di sistema 4×4 a ripartizione variabile di estrema complessità.

 

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Infatti un sistema elettro-pneumatico alimentato dal fluido del servosterzo e iniettato a controllo elettronico nel ripartitore permetteva una suddivisione variabile della coppia trasmessa ai due assali ruote e addirittura di staccare del tutto la trazione posteriore, ed era compatibile con l’Abs montato di serie. Questo punto nevralgico spesso soggetto a rotture costose ha peraltro trovato in officine specializzate (p.es. Dorfbrunnen Garage) una soluzione più economica. Sempre la turbo 4×4 a fronte di prestazioni da supercar ha evidenziato consumi di carburante limitati e una buona gestione anche del GPL tramite impianti ad iniezione, mantendo le elevate caratteristiche di elasticità e prestazionali. Dotata in seguito dei nuovi motori Ecotec da 136 e 170 CV, la Calibra restyling raggiungeva i 215 ed i 235 km/h, ma non raggiunse il successo originale delle prime versioni del 1992 1993: d’altronde quello era il periodo delle auto stradali da corsa, come Lancia Integrale, Punto/Uno Turbo, Escort Coswort, Toyota Celica, Etc, e il periodo in cui la passione per questo tipo di vettura, unite ad un’economia più florida, permetteva a molti anche giovani di avvicinarsi a questi sogni su 4 ruote. Le Calibra del periodo 1991-1993 in circolazione risultano anche le più accessoriate (tetti apribili, sedili in pelle e riscaldati, clima automatico, lavafari, etc.). Dal 1993 fece la sua comparsa anche l’airbag, prima solo guidatore poi anche passeggero. Le calibra 4×4 turbo prodotte fino al 1994 hanno il contachilometri con fondo scala a 280 km/h, quelle successive a 260 km/h.

Praticamente fu l’ultimo coupé di questa classe di grandezza prodotto dalla casa tedesca per molti anni, la Opel Tigra appartiene infatti ad un segmento inferiore. Per dimensioni la Opel Astra Coupé (derivata dalla 2ª serie della berlina omonima) si potrebbe collocare come sostituta, ma solo diversi anni dopo e solo sotto alcuni punti di vista, essendo anche l’Astra di fascia inferiore. La Calibra nasceva sul pianale della ammiraglia Vectra e a scapito della linea sportiva era lunga 4,5 metri e quindi non comparabile alle successive produzioni Opel, più piccole.

Tante ancora le calibra in circolazione. In particolare per le più rare e prestazionali 4×4 turbo (forse le più rappresentative versioni dell’intero progetto) i proprietari tendono a tenerle in condizioni perfette e non è raro vederne del 1992-1993 ancora come nuove, anche grazie alla tutto sommato facile reperibilità di ricambi, e alla qualità e resistenza al tempo di carrozzeria ed elettronica. Molteplici i club e le associazioni di appassionati di una macchina unica che per gli amanti risulta ancora bellissima e moderna.

 

Come è stato per altri modelli Opel, anche la Calibra venne marchiata da altre aziende del gruppo General Motors ed è stata quindi venduta anche come Vauxhall Calibra, Holden Calibra e Chevrolet Calibra.

La Calibra ha avuto una sua carriera sportiva non priva di grandi soddisfazioni. Le competizioni a cui ha partecipato furono svariate, ma quella più degna di nota fra tutte è stata il DTM tedesco, competizione in cui nel 1994 la Calibra del Team Rosberg si piazzò al terzo posto, pilotata da Klaus Ludwig, mentre due anni più tardi, nel 1996, la nuova e più potente V6 4×4 da 500 CV si afferma con nuove vittorie, sempre nel DTM. Alla fine della stagione Manuel Reuter diviene campione nei piloti e Opel nei costruttori.

La Calibra è stata utilizzata anche in alcune pellicole cinematografiche e compare persino in alcuni videogiochi. 

Opel Calibraultima modifica: 2012-08-19T09:00:00+02:00da morris_garage
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